Biden-Putin: poker a Ginevra su spie e hacker 

Biden-Putin: poker a Ginevra su spie e hacker 

 Il presidente americano raccoglie la proposta del capo del Cremlino su una estradizione reciproca di hacker responsabili di attacchi ‘ransomware’

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© AFP - Joe Biden e Vladimir Putin

AGI - Al tavolo da poker il bravo giocatore tiene il punto e va a vedere le carte dell'avversario. Joe Biden e Vladimir Putin non sono due novellini e sul panno verde ecco comparire la più classica delle mani della Guerra Fredda. Lo scambio dei prigionieri. Aggiornata al 21esimo secolo, la sceneggiatura della spy-story si arricchisce di un nuovo personaggio, il pirata informatico. Così, mentre all'orizzonte compaiono le nebbie mattutine del lago di Ginevra, in una Svizzera neutrale che è il perfetto scenario di un vertice tra le due principali potenze nucleari, il presidente americano raccoglie la proposta del capo del Cremlino su una estradizione reciproca di hacker responsabili di attacchi ‘ransomware’. 

Tra strategie geopolitiche e suggestioni da “Checkpoint Charlie”, come nel film di Steven Spielberg “Il Ponte delle spie”,  Biden e Putin il prossimo 16 giugno potrebbero concordare uno scambio di prigionieri (tra agenti segreti e cyber-criminali). A pochi giorni dal vertice, la famiglia di Paul Whelan, americano originario del Michigan, 50 anni, ex  marine, che il 16 giugno avrà trascorso “900 giorni detenuto come ostaggio in Russia”, aveva sollecitato il suo rilascio. Paul Whelan era stato arrestato nel 2016 e condannato a 16 anni di lavori forzati per spionaggio, senza che i russi abbiano presentato alcun elemento a supporto dell’accusa.

“I russi arrestano cittadini americani per creare opportunità di scambio – sostiene il fratello David Whelan - non vi è alcuna ragione plausibile per il suo arresto, se non il fatto che Mosca punti a ottenere uno scambio di prigionieri”, come quello tra il pilota americano Francis Gary Powers e la spia sovietica infiltrata in America Rudolf Abel, avvenuto 60 anni fa al Checkpoint Charlie di Berlino e raccontato nella pellicola di Spielberg con Tom Hanks. 

Con chi potrebbe essere scambiato Whelan? Secondo il suo avvocato difensore, il Cremlino potrebbe essere interessato al rilascio di Viktor Bout, ex spia sovietica e trafficante di armi detenuto negli Stati Uniti dove sta scontando una pena di 25 anni per cospirazione con il fine di uccidere cittadini americani. Un altro marine americano, Trevor Reed, è stato condannato a 9 anni per spionaggio in Russia lo scorso anno. Joe Biden ne ha chiesto il rilascio mentre al Congresso è stata approvata una risoluzione contro l’arresto.

Nel 2010 gli americani rilasciarono 10 spie di Mosca e i russi ne liberarono 4 che passavano informazioni alla Cia, compreso uno scienziato del programma atomico e un personaggio salito poi alla ribalta delle cronache mondiali, Sergei Skripal, avvelenato insieme alla figlia Julia nel 2018 nel Regno Unito e sopravvissuto per miracolo. Nel 2019 si parlò di un possibile scambio tra Whelan e Maria Butina, la spia russa coinvolta nell’indagine sul Russiagate di Robert Mueller che sembra uscita da un romanzo di John le Carrè.

La giovane e bella spia, oggi 32enne, nel dicembre del 2018 ha ammesso di essersi infiltrata nella potente lobby delle armi americana Nra (National Rifle Association) per influenzare gli attivisti repubblicani, anche intrecciando relazioni sentimentali. Quanto ai suoi flirt con il Ceo di Overstock, Patrick Byrne e con il politico e banchiere russo Alexander Torshin, Butina ha detto di avere “un debole per gli uomini intelligenti”. Nell’ottobre del 2019, poco prima delle presidenziali americane, è stata trasferita in patria. Ora punta alla carriera politica. Si è candidata alle legislative russe in calendario il prossimo settembre con il partito di Putin, che come è noto è un’ex spia del KGB. Hacker, spionaggio e elezioni, intelligence e geopolitica, Usa e Russia, appuntamento a Ginevra dove si gioca una partita dalle molte mani (invisibili).