Queen's speech, le linee guida post di BoJo per superare il Covid

Queen's speech, le linee guida post di BoJo per superare il Covid

L'esecutivo conservatore di Johnson - che ha scritto il testo poi affidato alla lettura di Elisabetta II a Westminister - punta al contrasto alle disuguaglianze nel Paese, rilanciando lo slogan del "level up"

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© Afp - Regina Elisabetta legge il discorso sulle line programmatiche del governo di Boris Johnson

AGI - Il primo ministro britannico, Boris Johnson, è convinto che il suo governo abbia "un'opportunità storica" per cambiare il Regno Unito, come ha scritto nell'introduzione al tradizionale Queen's speech, il discorso con cui la Regina ha annunciato le linee guida del suo governo nel post-pandemia.

L'esecutivo conservatore di Johnson - che ha scritto il testo poi affidato alla lettura di Elisabetta II a Westminister - punta al contrasto alle disuguaglianze nel Paese, rilanciando lo slogan del "level up": si tratta di colmare il divario tra le varie parti del Regno, soprattutto alla luce delle rinnovate istanze indipendentiste che arrivano dalla Scozia e del consolidamento dei Tory, proprio in alcune di queste zone rimaste indietro, confermato dai risultati elettorali della scorsa settimana. 

Gli obiettivi primari

In una cerimonia spogliata dell'usuale sfarzo e alleggerita nei riti a causa della pandemia, la Regina  -tornata per la prima volta ai grandi impegni pubblici dopo la morte del consorte, il principe Filippo - ha detto che la priorità dei suoi ministri è "la ripresa nazionale dopo la pandemia, per assicurare che il Paese sia più forte, più sano e più prospero di prima".

"Per raggiungere questo obiettivo", ha spiegato la sovrana, "il mio governo aumenterà le opportunità in tutte le parti del Regno Unito, sostenendo lavoro, business e crescita economica, affrontando l'impatto della pandemia sui servizi pubblici".

I prossimi passi della politica 

Indossando un vestito da giorno, invece che l'usuale mantello e corona, Elisabetta II ha letto i disegni di legge che il governo spera di vedere approvati nel corso del prossimo anno parlamentare e che interessano diversi settori: dalla creazione di nuovi posti di lavoro, al potenziamento del servizio sanitario con ulteriori fondi anche per la ricerca, fino alla riforma del sistema di asilo e alla lotta all'immigrazione illegale. 

Nei 18 mesi da quando i conservatori sono stati riconfermati con un'ampia maggioranza parlamentare, l'agenda del governo è stata monopolizzata dalla pandemia. Con il programma di vaccinazione che va avanti spedito e i contagi da Covid a livelli minimi, Johnson spera di ravvivare la sua agenda "levelling up" e resettare una premiership accusata di clientelismo.  

Dopo aver portato a termine la Brexit, alla fine del 2020, Johnson vuole mostrare i benefici dell'uscita dall Ue e ha promesso di ridurre quello che ritiene l'eccesso di burocrazia europea, snellendo le regole per aiuti pubblici e gli appalti per il settore pubblico.

Nella strategia di BoJo di "ricostruire meglio insieme" sono previste riforme nel settore dell'istruzione per rimodellare la forza lavoro. Sul cambiamento climatico, il governo ha ribadito l'impegno a raggiungere zero emissioni di gas serra entro il 2050, puntando ad assumere un ruolo guida su questo dossier, in vista del summit Onu sul clima di novembre in Scozia. 

Le critiche dell'opposizione

La maggior parte del Queen's speech ha trattato politiche e proposte già annunciate, portando l'opposizione laburista a sfidare il governo perché "passi dalla retorica alla realtà". Critiche sono arrivate anche dai commentatori e dai media, che hanno fatto notare come tra i 30 disegni di legge su cui si mira a lavorare, non sono previste misure per l'assistenza sociale.

Il discorso della regina, infatti, conteneva solo poche parole: "Verranno portate avanti proposte sulla riforma dell'assistenza sociale". Organizzazioni benefiche e politici impegnati sul tema chiedono da tempo un piano di riforma del settore, che il premier Johnson aveva promesso nel suo discorso dopo l'elezione nel luglio 2019.