L'auto di una missione cattolica è saltata su una mina in Repubblica Centrafricana

L'auto di una missione cattolica è saltata su una mina in Repubblica Centrafricana

Morti due collaboratori locali della congregazione, illeso il conducente italiano, Padre Arialdo Urbani

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© Afp - Un militare centrafricano

AGI - Una vettura della missione cattolica di Niem, località nella provincia occidentale di Nana-Mambéré, in Repubblica Centrafricana, è saltata stamattina su una mina. Si contano due vittime, due collaboratori centrafricani della congregazione, mentre sarebbe illeso il conducente italiano, Padre Arialdo Urbani, della Congregazione dei Preti del Sacro Cuore di Gesù di Bétharram. A riferirlo a InfoAfrica/AGI è Padre Aurelio Gazzera, missionario carmelitano in Centrafrica dal 1992, che riferisce che Padre Urbani è illeso ma sotto shock . 

Secondo fonti locali i ribelli della Coalition des Patriotes pour le Changement (Cpc) da tempo piazzano mine ed ordigni improvvisati lungo la strada tra Niem e Kolo, quella dove è saltata la vettura dei missionari. 

I referenti della Congregazione hanno riferito a InfoAfrica che il missionario italiano si troverebbe ora nel piccolo centro sanitario di Niem dove lamenterebbe solo un dolore alla spalla e dove dovrebbe essere trattenuto per accertamenti. 

Una vita sul fronte missionario

Padre Urbani è stato il primo missionario betharramita arrivato in Centrafrica nel 1986. La onlus descrive il Padre, valtellinese di origine, come "un vero missionario", di poche parole e di molte opere concrete, che da decenni "è in simbiosi con il luogo (in Centrafrica) in cui vive da anni".

Dalla medesima fonte si apprende dei suoi oltre 50 anni di vita missionaria "in ogni angolo del mondo divisi tra Thailandia, Brasile, Costa d'Avorio e infine proprio Repubblica Centrafricana". Di Niem, si legge sul sito della fondazione, "conosce ogni pietra, ogni storia, ogni volto e ogni anima": come è arrivato nel Paese ha infatti vissuto in questo villaggio dove "non sta mai fermo e dove difende la sua gente con coraggio".

Dinamico e impegnato, viene descritto come un uomo che non teme le situazioni di insicurezza. Si legge infatti che "nemmeno un fucile piantato sulla pancia gli ha fatto dare le chiavi della sua macchina a chi voleva derubarlo di quel mezzo prezioso che gli permette di portare libri ed istruzione, cibo e vestiti ai poveri che abitano più lontani dalle missioni". Purtroppo però questa vita al fronte oggi si è scontrata con un ordigno esplosivo costato la vita ai suoi compagni di viaggio.