Caso Navalny, Germania, Polonia e Svezia espellono diplomatici russi

Caso Navalny, Germania, Polonia e Svezia espellono diplomatici russi

E' la risposta alle espulsioni decise da Mosca per chi aveva assistito a manifestazioni contro il governo

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© Vasily Maximov/AFP - Russia: l'arresto di un manifestante pro Navalny durante le proteste a Mosca

AGI - La Germania, la Polonia e la Svezia hanno dichiarato "persona non grata un membro del personale dell'ambasciata russa" rispettivamente a Berlino, Stoccolma e Varsavia. E' la risposta all'analoga decisione di Mosca contro diplomatici dei tre Paesi Ue accusati di aver partecipato a raduni "illegali" a sostegno all'oppositore del Cremlino, Aleksei Navalny. Decisioni "prive di fondamento", ha ribattuto Mosca: sono mosse "non amichevoli" che "si aggiungono alla lunga serie di azioni dell'Occidente contro il nostro Paese e noi le riteniamo una interferenza nei nostri affari interni".

La risposta a Mosca

Il governo di Berlino si è appellato "all'articolo 9 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 18 aprile 1961", in risposta all'espulsione di un diplomatico tedesco da Mosca che, ha spiegato un portavoce, era presente alla manifestazione degli oppositori russi solo per "informarsi sullo sviluppo degli eventi con mezzi legali".    
Le proteste di piazza dell'opposizione dei giorni scorsi in Russia, tra le più partecipate degli ultimi anni, chiedevano la liberazione di Navalny, arrestato il 17 gennaio appena rientrato dalla Germania, dove era stato curato dopo l'avvelenamento con un agente nervino. Anche il governo svedese ha voluto chiarire che il suo diplomatico non aveva partecipato alla manifestazione, ma stava solo osservando, attività che rientra nei suoi compiti.

Lo 'schiaffo' a Borrell

Venerdì scorso la Russia ha espulso tre diplomatici europei durante la visita a Mosca dell'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell. Un viaggio "necessario" nonostante fosse "un incontro difficile", ha detto oggi un portavoce della Commissione, esprimendo il sostegno a Borrell della presidente, Ursula von der Leyen. Un portavoce di Borrell ha aggiunto che a Mosca "la discussione si è fatta 'calda' quando l'Alto rappresentante ha chiesto di vedere Navalny e il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov gli ha risposto di rivolgersi alla Corte" indicando "una procedura che avrebbe preso più tempo della durata della visita".

Il coordinamento tra Ue, Gran Bretagna e Usa 

L'Ue sta cercando di fare fronte comune con Usa e Gran Bretagna e ha convocato un incontro in giornata a Bruxelles, allargato a Canada e Ucraina per concordare una posizione comune. Borrell ha sottolineato che sono i Paesi dell'Ue che devono discutere "i passi successivi", che possono prevedere "anche sanzioni". Il Cremlino ha fatto sapere che Mosca "rimane interessata a riallacciare le relazioni" con Bruxelles" ma non accetterà interferenze nei suoi interessi: "Non siamo stati noi ad avviare il deterioramento di queste relazioni", ha detto il portavoce, Dmitri Peskov. "Ripartiamo dalla necessità di prendere in considerazione gli interessi reciproci per mantenere un rapporto, respingiamo in modo categorico l'interferenza negli interessi altrui e l'utilizzo di doppi standard, su questo saremo molto determinati e nessuno dovrebbe dubitarne".