Rientra la nave da ricerca turca, per Atene è "un passo positivo" 

Rientra la nave da ricerca turca, per Atene è "un passo positivo" 

La Oruc Reis è adesso ormeggiata al largo della costa di Antalya. La decisione di non prolungare la missione è da considerare come un primo step per dare una possibilità alla diplomazia ma la Turchia ha annunciato l'invio di una seconda nave

grecia turchia rientra nave oruc reis passo positivo

© ORHAN CICEK / ANADOLU AGENCY / ANADOLU AGENCY VIA AFP
- La nave turca Oruc Reis

AGI  - La nave da ricerca Oruc Reis - che era stata schierata da Ankara in un'area contesa tra Grecia e Turchia nel Mediterraneo orientale - è adesso ormeggiata al largo della costa di Antalya. Lo scrivono i media turchi. E il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha parlato di "passo positivo".

Passo positivo che apre alla diplomazia

"E' un primo passo positivo, che spero sarà seguito da altri", ha detto durante una conferenza stampa a Salonicco. La missione della nave turca dispiegata dal 10 agosto nell'area marittima contesa da Atene e Ankara, terminava sabato, e non è stata prorogata dalle autorità turche, scrive il quotidiano filogovernativo turco Yeni Safak. Secondo il quotidiano, la Oruc Reis è tornato al porto di Antalya dove è stata anche fotografata. La decisione di Ankara di non prolungare la missione è da considerare come "un passo per dare una possibilità alla diplomazia", aggiunge il quotidiano.

La Turchia: "Siamo per il dialogo"

Il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, ha ribadito l'apertura al dialogo della Turchia, pur precisando che il rientro della nave Oruc Reis nei porti turchi non significa che Ankara rinuncerà ai propri diritti nel Mediterraneo orientale.  

"Abbiamo ragione e per questo non ci tiriamo indietro dal dialogo. Vogliamo una soluzione pacifica e politica per cui c'è bisogno che il dialogo parta al piu' presto. La Oruc Reis è rientrata ma questo non significa che la Turchia rinuncerà ai propri diritti nell'area", ha aggiunto Akar dalla località di Kas, situata a 1,8km dall'isola greca di Castelrosso (Meis in turco) dove oggi si trova la presidente della repubblica greca, Aikaterini Sakellaropoulou.      

Akar non ha commentato la presenza ravvicinata della presidente greca, definita invece dai media turchi "una provocazione". Ma ha ribadito che "la Grecia non deve farsi spronare allo scontro dal presidente francese Emmanuel Macron, e invece soprattutto deve disarmare l'isola di Meis".

Ankara aveva annunciato l'estensione delle attività di ricerca

La nave turca, attrezzata per la ricerca di idorcarburi, ha effettuato più di un mese di trivellazioni in un tratto di mare compreso tra Cipro e l'isola di Creta, area la cui zona esclusiva economica è rivendicata dalla Turchia, ma contestata dalla Grecia, ma che è considerata ricca di gas naturale. Il periodo di ricerche della Oruc Reis era stato esteso lo scorso 1 settembre da Ankara, che aveva annunciato l'estensione delle attività di ricerca di idrocarburi fino al 12 settembre compreso.

A scortare la Oruc Reis le navi militari Cengiz Han e Ataman, che dissuadevano altre navi dall'entrare nell'area oggetto delle ricerche. Su pressione della Germania il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva ordinato il rientro anticipato della Oruc Reis a fine luglio, salvo poi tornare sui propri passi come reazione all'accordo sulla giurisidizione marittima concluso tra Grecia ed Egitto.

Una seconda nave turca nel Mar Nero

Nel giorno in cui la nave da trivellazioni Oruc Reis è rientrata nel porto di Antalya dopo aver operato nel Mediterraneo orientale, la Turchia annuncia l'invio di una seconda nave nel Mar Nero, dove il mese scorso il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato il ritrovamento del più grande giacimento di gas della storia della Turchia.

"È iniziato il conto alla rovescia per l'invio della piattaforma Kanuni nel mar Nero", ha scritto su Twitter il ministro delle risorse energetiche, Fatih Donmez. La Turchia punta a ridurre la propria dipendenza da risorse energetiche esterne, considerando che attualmente il gas necessario a soddisfare il fabbisogno del Paese è importato da Russia e Azerbaijian, con il 25% dei contratti di fornitura stipulati a lungo termine da Ankara che giungeranno a termine il prossimo anno.