Navalny avvelenato, il Cremlino respinge le accuse

Navalny avvelenato, il Cremlino respinge le accuse

Il Cremlino: "Nessuno sarebbe avvantaggiato da quanto accaduto, dai nostri test nessuna sostanza tossica, la Germania condivida le informazioni

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©  VASILY MAXIMOV / AFP - Il dissidente russo Alexei Navalny

AGI - "Non vi sono ragioni per accusare la Russia di aver avuto un ruolo nell'avvelenamento di Aleksei Navalny". Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov. "La Russia non vuole che la Germania salti a conclusioni affrettate senza dialogare sulla questione", ha aggiunto. Peskov sostiene inoltre che "nessuno è stato avvantaggiato dall'avvelenamento di Navalny"

"La dichiarazione della cancelliera federale tedesca, Angela Merkel, sulla situazione all'attivista dell'opposizione potrebbe indicare che gli specialisti tedeschi abbiano ottenuto alcuni risultati significativi nello studio dello stato di salute di Navalny, tuttavia, la Russia non può effettuare valutazioni senza essere a conoscenza di questi risultati", ha dichiarato  Peskov. "Ovviamente, se il cancelliere federale fa tali dichiarazioni, allora gli specialisti devono aver presentato alcuni risultati sostanziali dai loro studi", ha aggiunto Peskov. "Tuttavia, non possiamo effettuare valutazioni senza esserne a conoscenza di quali sono questi risultati", ha insistito. 

"Si spera che le cause di questo incidente vengano stabilite; siamo interessati a farlo, lo vogliamo e abbiamo bisogno di informazioni dalla Germania per farlo. Informazioni che non abbiamo ancora avuto", ha aggiunto Peskov. Il portavoce del Cremlino ha insistito sul fatto che "nessuna sostanza tossica" era stata rilevata dai medici russi durante il ricovero iniziale di Navalny in un ospedale siberiano alla fine di agosto. "Non credo, in generale, che l'avvelenamento di questa persona possa giovare a nessuno", ha precisato. "Vorremmo che i nostri partner in Germania e in altri Paesi europei non esprimessero giudizi affrettati", ha insistito. Peskov ha assicurato inoltre di non vedere "nessun motivo" per decretare sanzioni contro la Russia in questa vicenda. 

Per un portavoce della Commissione europea “non c’è stata nessuna indagine capace di dire chi è il responsabile quindi è difficile parlare di sanzioni se non sai chi è il colpevole”. “Va avviata un’indagine al più presto”, chiede l’esecutivo Ue in seguito ai risultati delle analisi condotte in Germania che hanno evidenziato un avvelenamento ai danni di Navalny per mezzo di un agente nervino “di grado militare”, ha precisato il portavoce. “Non è il primo che subisce un attacco di questo tipo”, sottolinea il portavoce che poi cita una serie di voci dell’opposizione russa, “come Anna Politkovskaya”, vittime di circostanze mai chiarite fino in fondo.

Interrogato circa l’attendibilità di un’eventuale nuova indagine da parte della autorità russe, che in passato non hanno accertato alcun avvelenamento e hanno archiviato il caso Navalny, il portavoce, Peter Stano, ha detto di “non poter presumere” i risultati delle eventuali nuove indagini e ha chiesto un’inchiesta “trasparente e indipendente”.