Trump contro voto per corrispondenza minaccia tagli a Poste, insorgono sette Stati

Trump contro voto per corrispondenza minaccia tagli a Poste, insorgono sette Stati

Il presidente americano vorrebbe congelare i fondi all'ente, la speaker Dem riapre la Camera per bloccarlo

Trump minaccia tagli a Poste insorgono Stati

© CARLOS BARRIA / POOL / AFP - Donald Trump

Il braccio di ferro elettorale tra il presidente americano, Donald Trump, e i democratici è ora sul sistema di voto per corrispondenza. Per il capo della Casa Bianca sarebbe "una catastrofe per la democrazia" che renderebbe "il voto iniquo". Per questo punta a lasciare a secco i conti, già in grave crisi, del Servizio postale americano per non permettere la possibilità di avvantaggiare, come vorrebbero i tre quarti degli Stati (anche alla luce della diffusione dei contagi di Covid-19), il voto per posta. Per i democratici si tratta di "un sabotaggio inaccettabile". E già sette Stati minacciano ricorsi davanti al giudice. 

Tuttavia il capo della Casa Bianca è convinto di migliorare il servizio, intervenendo. "Il Servizio postale degli Stati Uniti ha fallito per molti decenni. Vogliamo semplicemente renderlo di nuovo grande, risparmiando allo stesso tempo miliardi di dollari all'anno dei contribuenti americani. I dem non hanno la più pallida idea!", ha twittato Trump. 

 

La speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha annunciato che richiamerà la Camera, appena entrata in pausa estiva, per votare una legge che possa bloccare le modifiche al servizio postale. Anche perché alla guida del gigante ente vi è Louis DeJoy, un donatore della campagna di Trump da lui nominato a giugno. E proprio DeJoy sarà convocato a un'audizione alla Camera per chiarire tutti i dubbi attuali che stanno minando la fiducia degli americani nel Servizio postale. 

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 Nancy Pelosi

Nel frattempo, sette Stati stanno prendendo in considerazione azioni legali contro l'amministrazione Trump per impedirle di ridurre ulteriormente la capacità del servizio postale di elaborare i voti per corrispondenza. Sei stati - Virginia, Pennsylvania, Minnesota, Massachusetts, Washington e North Carolina - stanno discutendo sul modo migliore per citare in giudizio l'amministrazione Trump, ha riferito il Washington Post. E il New York Times inserisce anche lo Stato di New York.

"Ci assicureremo che il voto di ogni americano conti questo autunno, sia per posta che di persona", ha dichiarato Mark R. Herring, procuratore generale della Virginia. "I miei colleghi e io stiamo lavorando per determinare cosa stiano facendo Trump e DeJoy, se abbiano già violato o rischiano di violare le leggi e quali strumenti abbiamo a nostra disposizione per fermare all'attacco in corso del presidente Trump al nostro servizio postale e alla nostra democrazia", ha aggiunto. Pennsylvania, Minnesota e North Carolina sono tutti considerati stati swing il cui voto sarà fondamentale nella corsa presidenziale di quest'anno.