Usa 2020: milioni di voti per posta potrebbero non arrivare in tempo 

Usa 2020: milioni di voti per posta potrebbero non arrivare in tempo 

Il voto per posta sta diventando uno dei temi chiave della prossima campagna elettorale per la Casa Bianca: si prevede che quest'anno, a causa della pandemia, voteranno per posta un numero record di persone

Usa 2020: Poste milioni voti potrebbero non arrivare in tempo

Raccolta delle schede elettorali per voto via posta

AGI - In Usa, il servizio postale federale (Usps) mette in guardia dal rischio che milioni di voti inviati via mail potrebbero non arrivare in tempo per essere conteggiati nel giorno delle elezioni presidenziali, il 3 novembre. Di fronte alla possibilità di una valanga di voti via mail, l'Usps ha infatti inviato una lettera a 46 Stati di tutto il Paese, facendo notare che "alcune scadenze ... sono incongruenti con gli standard di consegna del servizio postale".

L'altolà, che di fatto potrebbe privare milioni di persone del diritto di voto, arriva in un momento in cui l'agenzia è sottoposta a una profonda revisione organizzativa e politica ed è in condizioni finanziarie disastrose.

Il voto per posta sta diventando uno dei temi chiave della prossima campagna elettorale per la Casa Bianca: si prevede che quest'anno, a causa della pandemia, voteranno per posta un numero record di persone. Secondo il Washington Post, il servizio postale ha iniziato a inviare avvisi ai 46 Stati, compresi alcuni che sarannno determinanti nella battaglia come Florida, Michigan e Pennsylvania, segnalando che non può garantire che sarà in grado di elaborare i voti e conteggiare i voti in tempo.

Il presidente Donald Trump ha ripetuto più volte che votare per posta si presta a manipolazione, poiché chiunque può impersonare l'elettore e perché il sistema postale è viziato; e nei giorni scorsi ha annunciato che bloccherà eventuali finanziamenti all'Usps, perché quello sarebbe un aiuto "politico" ai Democratici. In realtà c'è chi accusa il responsabile del servizio, che è un fedelissimo di Trump, di poter voler rallentare il servizio.

E oggi nella 'battaglia' è sceso in campo per la prima volta anche l'ex presidente, Barack Obama, che ha fortemente criticato quelli che ha descritto come i "tentativi di Trump di indebolire le elezioni", scrivendo che l'amministrazione è "più preoccupata di sopprimere il voto che di sopprimere un virus".

"Tutti dipendono dall'Usps", ha fatto notare l'ex presidente su Twitter. "Gli anziani per la loro sicurezza sociale, i veterani per le loro prescrizioni, le piccole imprese che cercano di tenere le loro porte aperte. Non possono essere danni collaterali di un'amministrazione piu' preoccupata di sopprimere il voto che di sopprimere un virus".

E Obama ha invitato a cominciare subito a votare per posta: "Se ti trovi in uno Stato in cui hai la possibilità di votare in anticipo, fallo ora. Più presto voti, meno è probabile che vedrai uno scricchiolio dell'ultimo minuto, sia nei seggi elettorali che negli Stati in cui sono consentite le votazioni per corrispondenza. E dillo a tutti quelli che conosci".