L’Italia ha difeso la piadina romagnola sul mercato inglese

L’Italia ha difeso la piadina romagnola sul mercato inglese

Il Consorzio di tutela vince un ricorso in Gran Bretagna contro un'azienda spagnola 

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Cibo di strada, piadina

Prima vittoria per il 'made in Italy' nella Gran Bretagna post brexit. Il 'Consorzio di promozione e tutela della Piadina romagnola IGP' è infatti riuscito a bloccare nel Regno Unito la registrazione del marchio 'Piadine di Modena'.

La richiesta era stata avanzata da un'azienda spagnola che voleva commercializzare questa linea di prodotti nel mercato britannico, ovviamente come imitazione dell'originale prodotto tipico il quale, va sottolineato, non è emiliana come la città citata bensì romagnola.

La storia ‘giudiziaria’ inizia ad agosto scorso, quando è arrivata in Romagna la notizia che al registro dei marchi d'oltremanica erano state depositate due domande di registrazione, sia nominative che figurative, di marchi ritenuti fuorvianti per i consumatori.

Dietro l’operazione un grande gruppo iberico, attivo nel settore alimentare, che li avrebbe utilizzati per contraddistinguere, tra gli altri, prodotti come pane, prodotti da forno e a base di cereali.

Il Consorzio ha così avviato un'azione legale a contrasto del tentativo di contraffazione nei confronti dell'azienda spagnola. Il contenzioso si è risolto poche settimane fa a favore degli italiani.

​"Va da sé - spiegano dal Consorzio - che se tali marchi fossero giunti a registrazione, oltre ad essere in contrasto con la registrazione della Piadina Romagnola/Piada Romagnola IGP, avrebbero creato disorientamento nei confronti del consumatore inglese sulla reale provenienza del prodotto piadina".

Un anno fa un provvedimento simile era stato intrapreso con successo anche in Canada. "Si tratta di un grande risultato non solo per il Consorzio ma per la Romagna intera",  spiega Alfio Biagini, presidente del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola Igp.

"Questa vicenda - aggiunge - dall’esito tutt’altro che scontato, soprattutto considerando la particolare situazione che si era creata tra fine ottobre e gli inizi di novembre del 2019 in materia di brexit, dimostra come anche in mercati lontani è possibile ostacolare l'appropriazione indebita del prestigio e della notorietà dell’Italian style".