L'addio di Bowie sulle note di 'Lazarus' - Video

Il critico Gentile: "un lavoro sorprendente" 

Roma .- "Guardate lassu', sono in Paradiso. Ho cicatrici che non possono essere viste. Mi conoscono tutti ora". Suona profetica, oggi, la prima strofa dell'ultimo singolo di David Bowie. Il Duca Bianco aveva compiuto 69 anni venerdi' e nello stesso giorno aveva pubblicato il suo nuovo disco: Blackstar. "Un lavoro sorprendente per un artista con una carriera cosi' lunga alle spalle. Avrebbe potuto essere agli sgoccioli, invece Blackstar ha una potenza e una creativita' incredibile" spiega all'Agi Enzo Gentile, autore del dizionario pop/rock Zanichelli. Ad anticipare l'uscita del disco era stato il 7 gennaio proprio Lazarus, accompagnato dal video diretto da Johan Renck che aveva avvolto il Duca Bianco e lo aveva sdraiato su un letto di ospedale, in un'atmosfera inquietante. 

"C'e' molta tensione nel brano - ricorda Gentile -. Aleggia la morte, ma non in modo retorico. Bowie non lo e' mai stato, nemmeno nell'ultimo passaggio. Blackstar e' qualcosa che ha disegnato e composto come fosse una sceneggiatura cinematografica" Polistrumentista, Ziggy Strardust - uno dei suoi tanti alias - ha sperimentato per tutta la sua vita, passando dal glam rock, alla dance fino all'elettronica "Molti suoi dischi - continua Gentile - hanno segnato la storia e tutti per motivi molto diversi. A differenza di altri grandi artisti, lui aveva i dono dell'incoerenza. Ha insegnato su piu' fronti e a piu' generazioni suoni diversi. Un trasformismo che rappresenta la chiave di volta del rock". Figura carismatica, del Duca Bianco restano una leggenda anche i suoi look, le tute in lurex, i trucchi di scena e le acconciature. "L'ho incontrato negli anni '90. Era una figura magnetica, incantatoria". E' una perdita pesante - conclude - "se ne va un amico, una persona con cui sei cresciuto". (AGI) .

(11 gennaio 2016)