Isole contese: terza maxi-pista d'atterraggio cinese alle Spratly

(AGI) - Washington- Nell'atteso incontro allaCasa Bianca a fine mese tra il presidente cinese Xi Jinping eBarack Obama, non mancheranno  

(AGI) - Washington, 15 set. - Nell'atteso incontro allaCasa Bianca a fine mese tra il presidente cinese Xi Jinping eBarack Obama, non mancheranno gli argomenti di conversazioneomeglio di confronto. Oltre all'accusa di hackeraggio a Pechino(Washington ha fatto rapelare di essere pronmta ad infliggeresanzioni a singole entita' cinesi accusate di spionaggioindustriale piu' che di quello politico/militare in questocaso), da ultimo, c'e' la novita di un terza maxi pistad'atterraggio lunga fino a 3 km, in grado di accoglierequalsiasi aereo da guerra cinese, che Pechino sta costruendosull'atollo Mischief Reef, dell'arcipleago delle Spratly,conteso con Vietnam, Filippine, Malaysia, tutti alleati degliUsa. E' quanto emerge dalle ultime foto satellitari mostrate dalCenter for Strategic and International Studies (CSIS) diWashington su una delle sette isole artificiali create negliultimi 12 mesi dal nulla da Pechino. Le altre due maxi-pistesono state realizzate a Subi e Fiery Cross. Il portavoce del ministero degli Esteri cinesi ha ribaditoche Pechino reclama "l'incontestabile sovranita'" ed il dirittoa costruire installazioni militare sulle isole Spratly, unarcipelago formato da oltre 750 tra isolette, atolli o semplicebarriere coralline anche ad appena mezzo metro sotto il pelodell'acqua. Determinazione dimopstrata lo scorso maggio quandoad un'aero da ricognizione P-8 Poseidon della Us Navy venneintimato per 7 volte di seguito di allontanarsi dallo spazioaereo di una di queste isole artificiali dalla marina cinese.Gli Usa hanno da parte loro ribadito che continueranno asorvolare e a navigare in queste acque perche' - attenti a nonattribuirle a nessuno dei 'duellanti - le ritengono spaziinternazionali. La Cina invece, creando queste postazioni militari dalnulla (aeroporti, porti e basi, riversando sulle barrierecoralline migliaia di tonnellate di sabbia prelevatadirettamente dal fondo del mare, rinforzata con pali d'acciaioe cemento) punta a rivendicare tutte le isola e del Mar CineseMeridionale, anche se queste sono ad oltre 1.100 km dal lembodi costa cinese piu' vicino, l'isola di Hainan. Cio' per estendere la proiezione strategica navale ed aereaa migliaia di km dal continente, creando una zona cuscinettonella quale - secondo Pechino - non dovrebbe penetrare alcunaereo o nave da guerra straniero senza la loro autorizzazione. L'obiettivo di Pechino, una volta consolidate le basi suqueste isole artificiali, e' allargare il loro spazioterritoriale, sia quello delle acque (12 miglia nautiche) masoprattutto aereo, in tutto il Mar Cinese Meridionalerealizzando una lunga serie di cosiddette 'Adiz' o "Air DefenseIdentification Zone" (Zone di difesa di identificazione aerea)lungo quella che loro chiamano la "linea dei nove punti". Si tratta di una linea di demarcazione/difesa, battezzatanel 2014 "La grande muraglia di sabbia", rivendicata da Pechinosin dai tempi dei nazionalisti del Kuomintang e Chang Kai-Shek,che dai maoisti. Linea che include oltre le Spratly, leParacel, le Pratas, il Macclesfield Bank e lo ScarboroighShoal. Tutte aree, a partire dalle Spratly, che sono molto piu'vicine a Paesi come le Filippine: nel caso del Mischief Reef 240 km contro gli oltre 1.100 dalla Cina. (AGI) .