Il Giappone ha chiesto agli Usa "prove concrete" della responsabilità dell'Iran nell'attacco alle petroliere

Il racconto dell'equipaggio della nave nipponica Kokuka Courageous ha smentito la versione dei fatti di Washington

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Il governo giapponese ha chiesto agli Usa prove concrete a sostegno delle accuse contro Teheran per l'attacco a due petroliere nel Golfo di Oman, sul quale Tokyo non si e' ancora pronunciato. Il governo giapponese rimane non convinto e ritiene che le spiegazioni degli Stati Uniti non abbiano aiutato "ad andare oltre le speculazioni", hanno rivelato fonti governative citate dall'agenzia di stampa Kyodo.

Secondo il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, "rapporti di intelligence, armi utilizzate, livello di conoscenza necessario per eseguire l'operazione e attacchi simili contro le navi perpetrati dall'Iran di recente, oltre al fatto che nessun gruppo ribelle nell'area ha le risorse per agire a tale livello di sofisticazione" sono gli elementi che inchiodano Teheran.

La Marina Usa ha diffuso un video che mostrerebbe, secondo Washington, un membro dei pasdaran iraniani intento a rimuovere una mina magnetica dallo scafo della Kokuka Courageous, una delle due petroliere attaccate. Si tratta di una versione dei fatti che presenta però più di una falla e contraddice il racconto dell'equipaggio della petroliera nipponica, secondo il quale l'imbarcazione non è stata colpita da mine o siluri bensì da "oggetti volanti".

Nel giorno del doppio attacco, il primo ministro giapponese Shinzo Abe si trovava a Teheran per incontrare il presidente degli Stati Uniti, Hassan Rohani, e cercare di mediare per salvare l'accordo sul programma nucleare iraniano da cui gli Stati Uniti sono usciti unilateralmente.



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