Greta e le sue sorelle

Ecco la lettera aperta sui cambiamenti climatici che ha ispirato la mobilitazione di oggi. Firmata da sette ragazze

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Macjie Moskwa / Afp
La manifestazione per il clima a Varsavia

Decine di migliaia di studenti sono scesi  in strada per quello che è il più grande sciopero sul clima mai organizzato.

Dietro questo movimento studentesco (Fridays for Future) nato a poco a poco c’è una ragazzina: Greta Thunberg, una sedicenne svedese con la sindrome di Asperger (come sottolinea sempre lei stessa), molta ostinazione e una grande causa nel cuore: il riscaldamento climatico.

Non è passato nemmeno un anno dalla prima volta in cui Greta si rifiutò di andare a scuola per sedersi davanti al Parlamento svedese e protestare contro chi ha nelle mani la salvezza e la rovina del pianeta e non fa nulla per cambiare le cose.

Era un venerdì. A quello se ne susseguirono molti altri. E di venerdì scioperano oggi i ragazzi ‘verdi’.

Chi pensa che, data la sua età, Greta possa saperne ben poco di come vanno le cose nel mondo, sbaglia di grosso.

Lei e altre 6 giovani attiviste sanno esattamente cosa sta accadendo, di chi è la colpa, cosa bisogna fare e cosa succederà se tutta questa protesta fallirà.

Lo fanno con dati scientifici alla mano e spiegano tutto in questa lunghissima lettera-manifesto ripresa dalla Stampa in cui Greta e le sue ‘sorelle’ spiegano perché questo movimento doveva nascere.

La lettera manifesto del movimento “Fridays for Future”

Eccone il testo:

“Tutto è cominciato sulle scale del Parlamento svedese, il 20 agosto - un giorno di scuola come un altro”.

“Greta si è seduta con il suo cartello scritto a mano e i volantini fatti in casa. Quello è stato il primo sciopero per il clima in assoluto. Da allora, i venerdì hanno smesso di essere normali giorni di scuola”.

“Tutte noi, e molte altre ed altri con noi, hanno iniziato a scioperare ogni settimana in Australia, Germania, Belgio, Colombia, Nuova Zelanda, Svizzera, Uganda e poi in giro per il resto del mondo”.

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 Afp
 La manifestazione per il clima di Bruxelles

 

Non avevamo scelta

“Questo movimento doveva nascere, non avevamo scelta. Sapevamo che c’è una crisi climatica in atto. lo sapevamo perché le foreste in Svezia o negli Stati Uniti erano state decimate dalle fiamme”.

“Lo sapevamo per il susseguirsi di alluvioni e siccità in Germania e Australia, per il collasso di iconici ghiacciai alpini e per lo scioglimento del permafrost nel Circolo polare artico, e così via”. 

“Lo sapevamo perché i resoconti che leggevamo e le immagini che vedevamo gridavano che qualcosa di molto sbagliato stava accadendo”.

“Il primo giorno in cui ci siamo rifiutate di andare a scuola lo abbiamo tutte spese in solitudine, ma da allora un movimento di giovani in sciopero per il clima si è diffuso in tutto il pianeta”.

“Oggi giovani di oltre 100 Paesi abbandoneranno le lezioni per esigere risposte concrete alla più grande minaccia con la quale l’umanità ha mai dovuto confrontarsi”.

I politici ci hanno deluso

“Questi scioperi stanno avendo luogo oggi perché i politici ci hanno delusi. Abbiamo visto anni di negoziazioni finire in accordi sul clima a dir poco patetici”.

“Abbiamo visto come alle compagnie di combustibili fossili sia stata data mano libera nello sventrare le nostre terre, forare il suolo e bruciare il nostro futuro per il loro profitto”.

“Abbiamo visto le fatturazioni idrauliche nei campi, le perforazioni petrolifere in alto mare e le miniere di carbone andare avanti”.

“I politici sanno da tempo qual è la verità sul cambiamento climatico e sono disposti a mettere il nostro futuro nelle mani dei profittatori la cui ricerca di soldi facili minaccia la nostra stessa esistenza”.

Ecco cosa succederà se falliremo

“Questo movimento doveva nascere, non avevamo scelta”.

“L’Ipcc, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, non avrebbe potuto essere più chiaro nel suo rapporto speciale lo scorso ottobre riguardo al pericolo estremo di sforare il tetto di 1,5 gradi di riscaldamento globale”. “Per avere qualche possibilità di evitare questo pericolo, le emissioni di gas serra devono scendere in modo estremamente rapido: così rapido che quando noi avremo più o meno venticinque anni, il mondo in cui vivremo sarà un mondo profondamente cambiato”.

“Gli studenti che oggi stanno scioperando in città e villaggi di tutto il mondo si stanno unendo in supporto della scienza”.

“Chiediamo solo che i nostri leader facciano lo stesso. Se coloro i quali detengono il potere non agiscono ora, sarà la nostra generazione a vivere le conseguenze del loro fallimento”.

“Molti di noi non hanno ancora 20 anni e potrebbero essere ancora in giro nel 2080, costretti a fare i conti con la prospettiva di un mondo anche di 4 centigradi più caldo”.

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clima 

“Gli effetti di un aumento delle temperature di questa scala sarebbero assolutamente devastanti. Vedremmo fiumi esondare, tempeste devastare le coste e le comunità che sulle coste vivono”.

“Le barriere coralline scomparirebbero del tutto, mentre le calotte polari si scioglierebbero, facendo risalire in modo drammatico il livello dei mari e allagando le coste. Certe aree del pianeta diventerebbero completamente inabitabili”.

Gli scienziati ci hanno anche fatto capire che l’uso dei combustibili fossili è la più significativa minaccia alla salute dei minori”.

“Nove bambini su 10 nel mondo già respirano aria dannosa. Le nostre vite sono compromesse ancora prima che nasciamo”.

“Particolati tossici dai gas di scarico passano attraverso i polmoni delle donne incinte e si accumulano nella placenta”.

“Il rischio di parti prematuri, scarso peso alla nascita e disfunzioni cognitive che questi materiali causano è una catastrofe di sanità pubblica”.

“L’inquinamento da veicoli a diesel riduce la crescita dei polmoni, lasciandoci danneggiati per la vita. L’aria tossica prodotta dal consumo di combustibili fossili asfissia non solo i nostri polmoni, ma anche le nostre speranze e i nostri sogni”.

Dobbiamo cambiare il sistema corrente

“I peggiori effetti del cambiamento climatico colpiscono in modo sproporzionato le comunità più vulnerabili”.

“Non si tratta solo di tagliare le emissioni, ma anche di rendere il mondo più equo: il sistema in cui stiamo vivendo oggi non sta lavorando per noi, ma solo per pochi ricchi”.

“Il lusso che così pochi di noi possono permettersi al Nord del mondo è basato sulla sofferenza delle persone del Sud”.

“Abbiamo visto i politici farfugliare, impegnarsi in giochetti di politica spicciola invece di affrontare la realtà: le soluzioni di cui abbiamo bisogno non si possono trovare nel sistema corrente”.

“Questi politici si rifiutano di affrontare la realtà che dobbiamo cambiare il sistema, se vogliamo davvero affrontare la crisi climatica”.

Vogliamo che sentiate il panico

“Questo movimento doveva nascere, non avevamo scelta. La maggior parte dei giovani in sciopero oggi per il clima non hanno ancora il diritto di voto”.

“Immaginate per un attimo come ci si sente. Anche se vediamo benissimo la crisi climatica in corso, anche se siamo benissimo a conoscenza dei fatti, non ci è concesso avere voce in capitolo su chi deve prendere decisioni al riguardo”.

“Immaginate e poi chiedetevi questo: non fareste sciopero anche voi se pensaste che farlo potesse servire a dal vaguardare il vostro futuro?”.

“Quindi oggi, noi abbandoniamo le lezioni e scendiamo in strada per dire basta. Alcuni adulti dicono che non dovremmo saltare le lezioni, che dovremmo ‘concentrarci sulla nostra educazione’”.

“Noi pensiamo che organizzarsi per combattere una minaccia esistenziale, e trovare un modo di far sentire le nostre voci, ci sta insegnando delle lezioni molto importanti”.

“Altri adulti continuano a dire: ‘Abbiamo l’obbligo di dare speranza ai giovani’. Non vogliamo essere speranzosi. Vogliamo che anche voi sentiate, come noi, il panico per questa situazione”.

“Vogliamo che agiate. Vogliamo che vi uniate a noi”.

Gli adulti si fidino di noi, ora

“Finora abbiamo fatto affidamento sugli adulti perché prendessero decisioni giuste e si assicurassero che ci sarà un futuro per la prossima generazione”.

“Certo, non abbiamo tutte le risposte. Ma quello che sappiamo è che dobbiamo lasciare i combustibili fossili sotto terra, eliminare progressivamente e rapidamente i sussidi per la produzione di energie sporche - carbone, petrolio, gas -, investire seriamente nelle energie rinnovabili e iniziare a farci domande difficile su come impostare le nostre economie e su chi vogliamo che vinca e chi vogliamo che perda. E non siamo più soli”.

“Decine di migliaia di scienziati in tutto il mondo hanno rilasciato dichiarazioni in sostegno agli scioperi degli studenti. Gli scienziati sono stati molto chiari su come dobbiamo fare per affrontare la minaccia del cambiamento climatico. Ci stiamo unendo in sostegno della scienza”.

“Chiediamo solo che i nostri leader facciano lo stesso. È essenziale che tutto questo avvenga adesso. Dato il genere di cambiamenti che devono avere luogo, bisogna che ciascuno riconosca che questa è una crisi e si impegni a mettere in atto e a sostenere trasformazioni radicali”.

“Crediamo fermamente che possiamo scongiurare le peggiori conseguenze del cambiamento climatico. ma dobbiamo agire adesso. Non ci sono aree grigie quando è in giovo la nostra stessa sopravvivenza”.

Non ci sono mali minori. Ecco perché oggi i giovani stanno manifestando ai quattro angoli del pianeta, ed ecco perché chiediamo agli adulti di unirsi a noi, di scendere in strada con noi”.

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Siria, ecoprofughi, rifugiati ambientali, siccità, carestia (afp)

“Quando la casa è in fiamme non si può lasciare ai ragazzi la responsabilità di spegnere l’incendio: abbiamo bisogno che gli adulti si assumano la responsabilità di aver appiccato il fuoco”.

“Per una volta chiediamo agli adulti di seguire il nostro esempio. Non possiamo più aspettare. Questo movimento doveva nascere. Adesso la scelta è di voi adulti”.

Chi sono le 6 ‘sorelle’ di Greta

  • Holly Gillibrand: Ha 13 anni e viene da Fort Williams, Scozia. Ogni venerdì mattina salta la scuola per un’ora: “Un piccolo prezzo da pagare per stare dalla parte del pianeta”.
  • Anuna De Wever e Kyra Gantois: 17 anni la prima, 19 la seconda. Amiche, belghe. Dall’inizio del 2019, ogni giovedì a Bruxelles portano in piazza migliaia di giovani. Tutto è partito da un video in cui invitavano i giovani a scendere in strada. Dai social alle strade della capitale belga: dal 10 gennaio in poi, ogni giovedì, a Bruxelles è un crescendo di giovani a prendere parte ai 'Fridays for Future', dai 3 mila iniziali fino a 35 mila partecipanti.
  • Luisa Neubauer: 22enne, tedesca, Luisa è una studentessa alla facoltà di geografia dell'Università di Goettingen, il suo interesse per l'ambiente è scattato fin dall'adolescenza. A scuola finita, ha iniziato a scrivere per il magazine di Greenpeace, mentre parlava con rappresentanti della politica a nome dell'associazione contro la povertà ONE. Ha organizzato campagne per il movimento Fossil Free Deutschland, poi nell'ottobre 2018 ha scritto una lettera, firmata da più di 100 attivisti e associazioni, contro il piano della multinazionale dell'energia tedesca RWE di radere al suolo la foresta Hambach, vicino Colonia, per costruire una miniera di lignite, riuscendo a fermare i lavori grazie all'occupazione di migliaia di attivisti.
  • Alexandria Villanesor: 13 anni, statunitense. Studentessa di scuola media, ha capito di dover fare qualcosa 4 mesi fa durante una visita a parenti nel nord della California. Alexandria è stata avvolta dall'aria irrespirabile, conseguenza dell'incendio che aveva distrutto ettari di bosco e ucciso quasi cento persone. Affetta da asma, la studentessa è stata male per giorni. Così ha cominciato a documentarsi sull’inquinamento e sull’attività di Greta. Il 14 dicembre scorso,  ha fatto il suo primo pellegrinaggio davanti alla sede dell'Onu. Da quel giorno, ogni venerdì, si presenta con cartelli di protesta, chiedendo di affrontare l'emergenza del cambiamento climatico.
  • Anna Taylor - Diciassettenne inglese, con altri quattro studenti ha fondato Uk Students climate network (Ukscn). Per lei i giovani “sono pronti a continuare a manifestare”. 


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