Londra ha deciso di capire se Google e Facebook fanno bene o male all'economia

Il governo della Gran Bretagna si affida all'ex capo dei consiglieri economici di Obama, Jason Furman, per studiare gli effetti della crescita dei giganti digitali sulle aziende più piccole 

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 (Afp)
 Jason Furman

La Gran Bretagna si affida all'ex capo dei consiglieri economici di Obama per capire qual è l'impatto delle grandi compagnie tecnologiche sul Paese. Jason Furman, professore ad Harvard e presidente del Council of Economic Advisers ai tempi della presidenza democratica, guiderà un gruppo di esperti. Obiettivo: capire se la crescita dei giganti digitali come Google e Facebook, al netto di pregi e difetti, costituisce un incentivo o un freno allo sviluppo delle attività più piccole.

Non solo: Furman e i suoi colleghi dovranno approfondire l'impatto del progresso tecnologico sull'intera società e si focalizzeranno anche sul tema privacy, in vista della Brexit. Il gruppo di lavoro sarà attivo da settembre 2018 fino all'inizio del 2019. E pubblicherà un rapporto che conterrà una serie di raccomandazioni per il governo.

“Il nostro settore tecnologico – ha affermato il Cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond – vale oltre 116 miliardi di sterline e crea un nuovo posto di lavoro digitale ogni 50 minuti. È qualcosa di cui essere fieri – ha continuato il responsabile delle Finanze del governo May – ma allo stesso tempo è giusto chiedersi come garantire a tutti questo nuovo mercato”.

Furman è stato scelto dal governo per “la sua preziosa esperienza”, che “aiuterà le istituzioni che regolano il mercato”. L'economista statunitense ha spiegato quale sarà la sua prospettiva: “Il mercato digitale ha prodotto significativi benefici per i consumatori, anche nel Regno Unito. Ma dobbiamo comprendere come dovranno adattarsi le norme sulla concorrenza”.

Il riferimento più immediato è alla multa da 4,34 miliardi di dollari comminata dalla Ue a Google per abuso di posizione dominante di Android. La società ha già annunciato appello, sostenendo che il sistema operativo mobile ha “offerto più scelta a tutti”. E ha prodotto “un vibrante ecosistema, rapida innovazione e prezzi più bassi”. Che sono, secondo Google, “segni distintivi di una robusta concorrenza”. Furman dovrà occuparsi proprio di questo: soppesare la versione dell'Ue e quella di Mountain View. Andare oltre le ricadute positive immediate sugli utenti per guardare al settore tecnologico nel suo complesso.



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