Perché gli Usa vogliono vietare i pc portatili in aereo

Secondo la Homeland Security, ci sono "minacce concrete" che giustificano la decisione

Perché gli Usa vogliono vietare i pc portatili in aereo

Il governo degli Stati Uniti potrebbe presto vietare l'utilizzo di computer portatili sui voli internazionali. Il responsabile della Homeland Security, John Kelly, ha fatto sapere che alla base della decisione ci sarebbero le "concrete minacce" terroristiche "contro l'aviazione". Parlando alla Fox Tv, Kelly ha detto che "i terroristi sono letteralmente ossessionati dall'idea di buttar giù un aereo in volo, soprattutto se si tratta di un vettore americano pieno di cittadini americani".

Il divieto è già in vigore per otto Paesi

Le parole di Kelly contraddicono però quanto affermato da lui stesso in una successiva intervista all'Nbc, nella quale ha spiegato che "non ci sono minacce specifiche in questo momento". Già lo scorso 21 marzo la Homeland Security aveva vietato di portare laptop a bordo ai passeggeri provenienti da otto Paesi a maggioranza musulmana.


In quali Paesi non si può portare il laptop in cabina se si vola verso gli Usa 

  • Turchia 
  • Giordania
  • Egitto 
  • Arabia Saudita 
  • Kuwait 
  • Qatar 
  • Emirati Arabi Uniti 
  • Marocco

I servizi segreti europei sono ora in contatto con i loro colleghi americani per evitare che la restrizione entri in vigore, come è stato preso in considerazione, anche per i voli provenienti dall'Europa. Tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea volano ogni settimana 3.250 aerei.

Quatro domande e quattro risposte

  • Ci sono precedenti? Da tempo i gruppi terroristici lavorano per portare a bordo esplosivi, grazie a sistemi sempre più sofisticati e di difficile individuazione ai controlli di sicurezza. In particolare, le autorità hanno indicato due precedenti:
     
    • 2 Febbraio 2016, a bordo di un aereo della Dallo Airlines partito da Mogadiscio esplode una bomba nascosta dentro un computer. La deflagrazione avviene prima che il velivolo raggiunga l'altezza di crociera, limitando danni estesi. Provoca però un buco nella carlinga, attraverso il quale viene risucchiato solo l'attentatore. Il suo cadavere viene trovato a terra nei pressi della capitale somala. Due i feriti a bordo. Fonti vicine alle indagini sottolinearono che l'ordigno introdotto a bordo era sofisticato: l'attentatore aveva studiato la sua posizione per massimizzare i danni. Se fosse riuscito nell'intento e la bomba fosse scoppiata dopo aver raggiunto l'altezza di crociera, è probabile che avrebbe innescato una seconda detonazione, facendo esplodere il serbatoio del carburante.
       
    • 31 ottobre 2015, un Airbus 321 della compagnia Kogalymavia, decollato da Sharm el-Sheikh e diretto a San Pietroburgo con a bordo 224 passeggeri, scompare dai radar mentre è in volo sul Sinai egiziano. A rivendicarne l'abbattimento, due settimane dopo, è lo Stato islamico. I terroristi riferiscono che la bomba è stata portata a bordo nascosta in una lattina di Schweppes Gold. La pista dell'attentato dinamitardo era già stata indicata dai servizi segreti russi secondo i quali la bomba era stata piazzata sotto il sedile di un passeggero, accanto al finestrino, nella parte posteriore della cabina.
  • Chi sta lavorando progettando attentati? Secondo diverse fonti della sicurezza citate da The Daily Beast, la ragione dietro il giro di vite nella sicurezza è legato a informazioni intercettate prima di un raid americano contro Al Qaeda in Yemen a gennaio. Si è scoperto che i terroristi islamici sono riusciti a sviluppare una batteria-bomba che si può inserire nei computer e in altri dispositivi elettronici, abbastanza potente da abbattere un aereo. ll limite, hanno aggiunto le fonti, è che l'ordigno deve essere innescato manualmente. Ecco perché il bando agli oggetti elettronici in cabina, ma non nella stiva.  
                                   
    La 'mente' operativa dietro la costruzione minuziosa di ordigni per Al Qaeda nella Penisola arabica è Ibrahim Hassan Tali al-Asiri, terrorista saudita, operativo in Yemen. Secondo gli 007 americani, è stato lui ad aver progettato gli ordigni usati in molti degli attentati negli anni scorsi, come per esempio quello che un passeggero nigeriano nascondeva in una scarpa e che tentò di far esplodere in volo tra Amsterdam e Detroit il 26 dicembre 2009. Sempre opera sua sarebbero le bombe nascoste in due pacchi, partiti dallo Yemen verso gli Usa, ritrovati su aerei a Dubai e nel Regno Unito nell'ottobre 2010. Così come la prima mutanda-bomba indossata da un agente saudita che nel 2012 faceva il doppio gioco e voleva farla esplodere su un aereo di linea americano.
     
  • Perché il telefonino in cabina, ma il tablet in stiva? "Questo è un mondo nel quale le dimensioni contano", ha sostenuto Bennet Waters, esperto di anti-terrorismo al Chertoff Group per il dipartimento americano di Sicurezza Nazionale. Così come funziona per liquidi, creme e gel che si possono portare in cabina - soggetti a un limite di 100 ml da tre anni a questa parte - la stessa logica viene applicata a smartphone, computer portatili, tablet, consolle per videogiochi e lettori Kindle. "Più sono grandi i dispositivi, più cose possono esserci nascoste dentro", ha sottolineato l'esperto. 
     
  • Cosa cambia avere i computer in cabina o nella stiva? Cambia la minaccia potenziale apportata dal dispositivo elettronico se si trova in cabina o nella stiva. Questo, infatti, viene sottoposto a controlli di sicurezza diversi. "Le borse vengono vagliate in modo differente, usando tecnologie più avanzate", ha spiegato Waters. Questa politica "separa i dispositivi stessi dai proprietari, mettendoli nella stiva invece che averli liberi di movimento nella cabina". Gli esplosivi sono più facili da individuare nel bagaglio da stiva, perché il processo di controllo può essere più approfondito rispetto alle macchine a raggi X standard utilizzate al controllo di sicurezza, ha spiegato Jeffrey Price, un esperto di sicurezza dell'aviazione e professore aerospaziale presso la Metropolitan State University of Denver. Secondo Price è più difficile far detonare una bomba quando è nella stiva perché richiede un timer o un innesco legato alla pressione atmosferica. "E' meno complicato - ha sottolineato l'esperto - comandare un detonatore quando è con te".