A quanto pare l'ira dei Gilet gialli non si è affatto placata

Tornano in piazza per il nono sabato consecutivo, più arrabbiati di prima, dopo la battuta di Emmanuel Macron che li ha sfidati

Gilet gialli manifestazione
Marion Vacca / Hans Lucas
 
 Scontri tra Gilet gialli e polizia

I Gilet gialli tornano in piazza per l'atto nono di protesta contro il governo. Il ministero dell'Interno teme che i manifestanti saranno di più, rispetto alla settimana scorsa, e più agguerriti. Sabato 5 gennaio sono scese in piazza 3.500 persone a Parigi, 5 mila a Bordeaux e 50 mila in tutta la Francia.

Per la prima volta hanno annunciato l'intenzione di spostare l'evento principale a Bourges, nel centro della Francia, a sud di Parigi. La prefettura ha però vietato, per prevenzione, qualsiasi manifestazione nel centro storico della città, autorizzandone una nella vicina piazza Séraucourt. Musei, giardini, biblioteche e il Municipio sono stati chiusi.

Cinque manifestanti sono stati fermati dalla polizia mentre erano in auto. Alla guida - ha spiegato il procuratore secondo quanto riportato da BfmTv - c'era un uomo sotto gli effetti di alcol e droghe. I cinque, inoltre, avevano nel bagagliaio delle biglie di metallo da usare, probabilmente, contro la polizia. 

Leggi anche: Violenta esplosione nel centro di Parigi

Le azioni di protesta sono state annunciate in diverse città tra cui Bordeaux, Marsiglia, Tolosa, Lione, Strasburgo, Lille, Nantes e Rennes. A Parigi, il portavoce del movimento, Eric Drouet, ha convocato un raduno a meta' pomeriggio nel piazzale de La Défense. Potrebbe però essere l'ennesima esca per i giornalisti e le forze dell'ordine, come avvenuto qualche settimana fa con l'evento a Versailles.

Il governo, da parte sua, torna a schierare uomini e mezzi in numeri importanti per evitare il ripetersi delle violenze dello scorso weekend. Posizionati 14 veicoli corazzati della gendarmeria e non meno di 80 mila poliziotti e gendarmi dispiegati su tutto il territorio nazionale. Edouard Philippe ha annunciato questa settimana un dispositivo paragonabile a quello dell'8 dicembre scorso.

Ad aumentare i timori c'è anche la possibile partecipazione alle proteste dalla comunità rom in seguito all'arresto di Christophe Dettinger, l'ex pugile accusato di aver colpito i gendarmi sabato scorso. 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.
Se invece volete rivelare informazioni su questa o altre storie, potete scriverci su Italialeaks, piattaforma progettata per contattare la nostra redazione in modo completamente anonimo.