Un'Europa divisa alla ricerca di un futuro

La Ue a più velocità non piace ai Paesi dell'Est. Nuovo richiamo all'Italia sui migranti. ESCLUSIVA AGI: la bozza del vertice

Un'Europa divisa alla ricerca di un futuro
Bruxelles Ue (Afp)

I capi di Stato e di governo dell'Unione Europea si ritrovano per un vertice che, nonostante il tentativo di ritrovare unità dopo la Brexit, rischia di segnare nuove divisioni tra i Ventotto. Tradizionalmente il Consiglio europeo di primavera è dedicato ai temi dell'economia. Il presidente della Bce, Mario Draghi, farà una relazione sulla situazione che sta attraversando la zona euro. Nel momento in cui la crescita è tornata in tutti e 28 gli Stati membri, i leader dovrebbero concentrarsi su altre priorità, come i migranti e la difesa. Ma i leader sono divisi su altre due questioni che potrebbero surriscaldare la riunione dei capi di Stato e di governo: la conferma di Donald Tusk alla presidenza del Consiglio europeo per altri due anni e mezzo e la proposta sostenuta da Germania, Francia, Italia e Spagna di una "Europa a piu' velocità" per rilanciare le sorti dell'Ue.

Donald Tusk verso un nuovo mandato

La premier polacca, Beata Szydlo, ha scritto una lettera agli altri leader per presentare Jacek Saryusz-Wolski come candidatura alternativa a Tusk. Nel frattempo, lo stesso presidente del Consiglio europeo ha criticato l'Europa a più velocità definendola "un avvertimento" nei confronti degli Stati membri più ostili a maggiore integrazione. La conferma di Tusk alla presidenza del Consiglio europeo appare scontata. Nei contatti informali che ha avuto con gli altri leader, il premier maltese, Joseph Muscat, ha constatato "un sostegno molto ampio" per Tusk, spiega una fonte qualificata. Szydlo contesta a Tusk di aver violato il dovere di imparzialità, schierandosi con l'opposizione al governo del partito nazionalista guidato da Lech Kaczynski. Ma, nonostante la candidatura di Saryusz-Wolski, il tentativo di arruolare contro Tusk i paesi di Visegrad e la premier britannica Theresa May sembra essere fallito. Solo l'Ungheria di Viktor Orban potrebbe seguire la Polonia di Szydlo. Ma "le divisioni su quella che dovrebbe essere un personalità federatrice non sono una bella immagine" per l'Ue che cerca di uscire dalla crisi, ammette un altro diplomatico. La spaccatura rischia di essere ancora piu' profonda nel dibattito a 27 - Theresa May non sarà presente - che avranno i leader venerdì sul futuro dell'Europa e che deve servire da base per la dichiarazione del vertice di Roma del 25 marzo sui 60 anni dalla firma del trattato.

L'Europa a più velocità non piace a Est

L'Europa a più velocità, una delle cinque opzioni che il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha offerto ai capi di Stato e di governo sul futuro dell'Ue dopo la Brexit. Al mini-summit di Versailles lunedì, i leader di Francia, Germania, Italia e Spagna hanno detto di voler schiacciare l'acceleratore dell'Europa a più velocità, lanciando cooperazioni rafforzate in settori come la sicurezza e la difesa. Ma alcuni paesi dell'Est vedono il progetto come un tentativo di escluderli e punirli per non aver accettato rifugiati durante la crisi dei migranti. "le decisioni prese a Versailles sono destinate a rafforzare il processo di disintegrazione dell'Ue che è iniziato con la Brexit", ha detto il nazionalista Kaczynski martedi'. Tusk ha dato voce alla frustrazione dei paesi dell'Est, quando ha lasciato filtrare il suo pensiero: "Se a Roma deve nascere un nuovo bambino, il suo nome deve essere unità e non multi-velocità", hanno spiegato nel suo entourage. Agli occhi di Tusk, l'Europa a più velocità è "più un avvertimento che un obiettivo".

La bozza di dichiarazione di Roma che sarà discussa dai leader venerdì cerca di trovare un difficile equilibrio. "Siamo determinati a rendere l'UE più forte e resiliente. Dobbiamo mostrare più unità e solidarietà tra gli Stati membri dell'Ue. L'unità è una necessità, non un'opzione", dice il testo anticipato dal Guardian. Ma occorre riconoscere che "alcuni di noi possono muoversi più rapidamente in alcuni settori, tenendo la porta aperta a quelli che vogliono aderire più tardi". I leader dovrebbero mettersi d'accordo su una "unione indivisa e indivisibile, che agisce insieme ogni volta che è possibile" ma "a velocità e intensità diversa ogni volta che è necessario".

 

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