L'ombra del contagio sul Capodanno cinese

Per la principale festività del Paese si prevedono tre miliardi di spostamenti, e si teme che il coronavirus possa così espandersi

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L'epidemia di polmonite virale da coronavirus diffusasi da Wuhan, e che ha già provocato sei morti, si abbatte sulle festività del capodanno cinese, quando si verifica il picco di viaggi all'interno del Paese asiatico, con il rischio di un aumento del contagio. In occasione della più importante festività del calendario cinese, si prevedono circa tre miliardi di spostamenti in poco più di un mese, il periodo del "chunyun", cominciato il 10 gennaio scorso e che si protrarrà fino al 18 febbraio prossimo.

Il rallentamento dell'economia non scoraggia i viaggiatori, che hanno prenotato il rientro nei luoghi di provenienza o i viaggi all'estero con mesi di anticipo: proprio in questi giorni si registra il primo picco, previsto dal 20 al 22 gennaio, a cui seguirà il contro-esodo dopo le feste con il 31 gennaio e il 1 febbraio prossimo visti come date critiche.

Molti si muoveranno in auto (2,43 miliardi di viaggi, in calo dell'1,2% rispetto allo scorso anno) mentre i viaggi su rotaia saranno 440 milioni (l'8% in più del 2019) quelli via aerea 79 milioni e quelli via mare 45 milioni (entrambi in aumento, dell'8,4% e del 9,6% rispettivamente, rispetto allo scorso anno). Oltre sei milioni di cinesi hanno viaggiato all'estero durante le festività di capodanno 2019. ​

L'Italia tra le mete più gettonate

 Quest'anno, secondo i dati del colosso dei tour operator cinesi, Ctrip, i turisti hanno prenotato viaggi in oltre mille destinazioni in 102 tra Paesi e regioni: tra questi l'Italia figura tra le mete più richieste, assieme ad Australia, Stati Uniti e Nuova Zelanda per viaggi di medio-lungo periodo, mentre il Giappone e il sud-est asiatico sono le mete preferite per i viaggi brevi.

Autorità aeroportuali di diversi Paesi hanno confermato un rafforzamento dei controlli sui passeggeri in arrivo dalla citta' di Wuhan o - più in generale, come ha fatto Singapore - dalla Cina: tra gli ultimi c'è l'Australia, che si aggiunge a Giappone, Corea del Sud, Malaysia, Hong Kong e Stati Uniti, per gli aeroporti di San Francisco, Los Angeles e New York.

Se i controlli della temperatura dei passeggeri in partenza sono già cominciati, sono in molti in Cina a lamentarsi della scarsezza di misure precauzionali, e persino lo stesso tabloid Global Times, generalmente su posizioni forti a difesa del governo, ha chiesto maggiore trasparenza alle autorità.

L'ira del partito, che chiede più trasparenza

Dalla provincia meridionale dello Yunnan, dove si trova in visita di ispezione, il presidente cinese, Xi Jinping, ha formulato i propri auguri a tutti i cinesi per il nuovo anno del Topo, ma ieri aveva avvertito i funzionari a prodursi in tutti gli sforzi necessari per il contenimento dell'epidemia: gli scienziati la ritengono ormai trasmissibile da uomo a uomo e il virus ha fatto registrare casi anche in Thailandia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan.

A chiedere trasparenza, con toni durissimi, è la Commissione per gli Affari Politici e Legali del Partito Comunista Cinese. "Chiunque deliberatamente ritardi o nasconda di riportare casi per il proprio interesse sarà inchiodato al pilastro dell'infamia per l'eternità", ha avvertito la Commissione dal proprio account social. 



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