Nelle case indiane non ci sono i bagni. E le donne chiedono il divorzio

Si tratta di una vera e propria questione nazionale, sollevata di recente dal film 'Toilet: a love story'

Nelle case indiane non ci sono i bagni. E le donne chiedono il divorzio

Una promessa mancata, quella di costruire il bagno in casa, è stata la causa del divorzio di Sangeeta Mali, la donna di 23 anni che da 6 anni stava aspettando di avere i servizi igienici nella sua abitazione. “Ogni giorno era un’agonia”, ha spiegato la donna al Guardian. “Mio marito mi continuava a dire che avrebbe costruito il bagno, ma erano solo parole. Anche i miei suoceri non erano d’accordo. Così per sei anni sono stata costretta a fare i miei bisogni all’aperto, dovevo aspettare il buio affinché nessuno mi potesse vedere. Per tutto il giorno mi dovevo trattenere. E’ stato un vero stress”.  Il problema della mancanza dei bagni in casa ha origine da un’antica convenzione di carattere religioso, secondo la quale defecare fra le mura domestiche contamina la purezza dell’ambiente. Per questo i bisogni devono essere espletati all’aria aperta.

Il giudice: “E’ una tortura mentale”

Le motivazioni per il divorzio di Sangeeta Mali dal marito Chotu Lal sono state accolte da un giudice del Rajasthan, secondo il quale l’assenza di un bagno è stata per la donna una vera e propria ‘tortura mentale’. Il giudice, Rajendra Kumar Sharma, ha anche sottolineato come l’India è ancora molto lontana dal raggiungimento degli standard igienico sanitari del resto del mondo e questa consuetudine cui sono sottoposte le donne nei villaggi crea una sofferenza fisica.

Nelle case indiane non ci sono i bagni. E le donne chiedono il divorzio
Donne India (Afp) 

La vergogna di Sangeeta Mali

La donna ha detto al giudice che ogni giorno provava vergognava e trovava umiliante dover andare nei campi per espletare i suoi bisogni, senza alcuna privacy e comfort. Negli ultimi due anni Mali ha utilizzato il bagno della casa di sua madre che però vive in un villaggio vicino. Alla fine del 2015, quando ha capito che suo marito non avrebbe mai costruito un bagno in casa, ha chiesto il divorzio. L'avvocato della ragazza, Rajesh Sharma, ha detto di essere contento della sentenza del giudice. "Siamo molto indietro rispetto al resto del mondo. Se vogliamo che le nostre donne vivano con dignità e che il nostro Paese diventi più pulito, dobbiamo costruire i servizi igienici. Questo vale per Mali e per tutte le donne indiane”.

I precedenti

ll divorzio in India è approvato solo se si forniscono al tribunale prove di crudeltà, violenza o richieste finanziarie ingiustificate, ma questa non è la prima volta che un matrimonio viene annullato per la mancanza del bagno in casa. Nel 2016, una donna si è rifiutata di sposare un uomo nello stato di Uttar Pradesh dopo che il futuro marito ha negato la volontà di dotare la casa coniugale di una toilette. A giugno 2017, un'altra donna si è allontanata da casa, minacciando di non farvi più ritorno fino a quando i suoceri non avessero provveduto a costruire un bagno.

In India il 70% delle case non ha il bagno

In India, la mancanza del bagno in casa è un importante problema di salute pubblica che coinvolge circa 594 milioni di persone, ossia, quasi la metà del paese, secondo alcuni dati dell'Unicef, nello specifico, circa il 70% delle case indiane è sprovvista del bagno. Quest’ultimo caso ha fatto molto clamore su tutti i quotidiani indiani, soprattutto per le motivazioni della sentenza del giudice Rajendra Kumar Sharma. “Trovo che non sia accettabile - dice Sharma - che le donne che vivono nei villaggi debbano aspettare il buio per avventurarsi nelle campagne ed espletare i loro bisogni. Tutto questo comporta un dolore che devono sopportare tutto il giorno”. Inoltre - continua il giudice - credo che sia assurdo che le persone che spendono un sacco di soldi in alcool, tabacco e telefoni cellulari non abbiano i servizi igienici nelle loro case”.

L’intervento del governo

Dei 2,3 miliardi di persone nel mondo che non hanno accesso ai servizi igienici, più di un terzo vive in India. Nel 2014, il governo di Narendra Modi ha lanciato la Swachh Bharat Abhiyan o la Clean India Campaign che mira a fornire servizi igienici per tutti entro il 2019. Il presidente Modi ritiene che la defecazione all’aperto sia uno dei maggiori problemi che affliggono la sanità nazionale, per questo ha investito 30 miliardi di euro per la costruzione 12 milioni di bagni nelle aree rurali.

‘Toilet: a love story’, arriva il film-denuncia

Il tema della mancanza dei servizi igienici in India è così sentito che è diventato la trama di un film: ‘Toilet: a love story’, uscito l’11 agosto nelle sale cinematografiche indiane. La pellicola affronta  2 temi sociali: l’emergenza sanitaria e, indirettamente, la violenza sulle donne. Si tratta di una storia d’amore, come indica il titolo, ma incentrata sul problema, serissimo, di non avere la toilette in casa. La trama racconta di un marito innamorato che rischia di vedere naufragare il suo matrimonio, quando la neosposa (l’attrice Bhumi Pednekar) viene a sapere che la casa dove vivranno non ha il bagno.

Il marito, interpretato dall’attore Hindi Akshav Kumar, non vuole perdere la moglie, né vuole contrapporsi alla propria famiglia d’origine che per convinta devozione si rifiuta di avere il wc in casa. Quindi s’ingegna e propone di costruire bagni pubblici per tutto il villaggio. "Siamo stati in grado di lanciare razzi su Marte e sulla luna, ma non siamo ancora riusciti a costruire servizi igienici per porre fine alla defecazione aperta in tutto il Paese", ha detto l’attore Akshay Kumar in un’intervista  al Times of India."Sono contenta del film”, ha dichiarato infine Mali. “Dobbiamo parlare di questo ogni giorno. Le donne sono disperate ".



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