Francoforte intanto si gode gli effetti della Brexit, deal o non deal

La città tedesca sta vivendo quella che alcuni chiamano una rinascenza: i gruppi finanziari che erano a Londra si stanno trasferendo lì, ma anche le scuole internazionali 

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A Francoforte la parola "Brexit" è sinonimo di nuovi orizzonti. Grandi banche che aprono le loro filiali, eserciti di manager che organizzano il trasloco nella città in riva al Meno, scuole internazionali che vedono triplicare i propri studenti, Goldman Sachs che trasferisce in massa il proprio personale: a meno di ulteriori colpi di scena, con il probabile addio della Gran Bretagna all'Unione europea la quinta città per grandezza della Germania si candida a ereditare la centralità della City londinese e a diventare la nuova capitale finanziaria d'Europa.

È un fenomeno iniziato subito dopo il referendum sulla Brexit, nel 2016, che riguarda il numero degli abitanti (oltre 15 mila nuovi residenti ogni anno), ma soprattutto le aziende e le banche. Goldman Sachs, che occupa l'ultimo piano della torre della Fiera di Francoforte, sta progettando il proprio trasferimento al Marienturm, di fronte al quartier generale della Deutsche Bank. Questo perché la più importante banca d'investimento al mondo ha bisogno di allargarsi, dato che prevede di raddoppiare a Francoforte il proprio personale: attualmente occupa qui 200 impiegati, potrebbero diventare 500.

La nuova sede dovrebbe essere pronta e abitabile entro il 2019. E ovviamente non rimase inosservato, già un anno fa, il tweet di Lloyd Blankfein, amministratore delegato di Goldman Sachs: "Ho appena lasciato Francoforte: grandiosi incontri, clima fantastico, ho davvero apprezzato tutto. Bene, perché passerò lì molto più tempo".

Tra gli altri big, puntano sulla città tedesca Citigroup e Morgan Stanley, mentre tra Francoforte e Madrid si divideranno con probabilità i 250 investment banker che Credit Suisse pianifica di trasferire quando avverrà la Brexit. Come sostiene un rapporto dell'istituto New Financial, 275 tra banche e altri istituti finanziari si sono già trasferiti armi e bagagli dal Regno Unito verso l'Ue. Di questi sono soprattutto le banche di investimento ad aver puntato su Francoforte.

Che qualcosa di grosso si stia muovendo nella città della Bce e della Bundesbank l'ha capito per primo il gigante d'intermediazione immobiliare JLL: si parla di migliaia (qualcuno dice oltre 10 mila) banchieri in arrivo da Londra sull'onda di trasferimento o creazione di nuove filiali.

"Per il mercato degli uffici il 2017 e il 2018 sono stati anni record, con affitti in crescita, la diminuzione drastica dei immobili vuoti, richieste in continuo aumento", dice alla Zeit on line Markus Kullmann, della JLL. In mezzo alla distretto finanziario di Francoforte, tra i grattacieli di Commerzbank e Banca dell'Assia, sorgeranno quattro nuove torri - alte fino a 228 metri con 78 piani - due destinate agli uffici e due a nuove abitazioni.

Un altro sintomo significativo è quello delle scuole internazionali. A cominciare da quelle britanniche. L'anno scorso il King's College si è trasferito in un edificio nuovo di zecca a Friedrichsdorf. Anche qui le richieste di nuove iscrizioni dal Regno Unito sono drasticamente aumentate, le agenzie immobiliari che organizzano i traslochi di banche e imprese nei loro depliant mostrano, oltre agli immobili più appetibili, pure le caratteristiche della scuola.

Ed è sempre la Zeit a far notare che i banchieri londinesi passano di mano in mano un articolo del Financial Times in cui si fa gran lode del benessere, dei servizi e dei piaceri della città che non a caso i tedeschi hanno ribattezzato "Bankfurt".



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