La marcia pro-Ue invade Londra

In migliaia sfilano per l'Unione europea sotto lo slogan 'Not in my name"

La marcia pro-Ue invade Londra
Brexit 

Londra - Decine di migliaia di persone stanno marciando, a Londra, per l'Unione europea e contro la Brexit. Partita a mezzogiorno ora locale (le 13 in Italia), la marcia va da Hyde Park fino al parlamento di Westminster, dove diverse personalità del mondo della politica, dei sindacati e della cultura terranno i loro discorsi. In piazza oggi i colori dell'Europa, tante persone indossano abiti blu e gialli e tengono in mano bandiere europee o cartelli contro la Brexit. Lo slogan piu' usato e' "We love Eu", dove "Eu" sta per Unione europea, ma non mancano veri e propri insulti al fronte del Leave. Gli organizzatori prevedono oggi in piazza almeno 50mila persone, ma potrebbero essere alla fine molte di più.

All'urlo di "siamo 50mila!" il lungo corteo londinese dei pro-Ue e' arrivato in Parliament Square, la piazza di fronte al parlamento di Westminster. Passando di fronte a Downing Street, residenza ufficiale del primo ministro, i manifestanti hanno lanciato qualche fischio e qualche urlo all'indirizzo della polizia che presidiava l'abitazione di David Cameron, per poi dirigersi di fronte al Big Ben e alla Camera dei Comuni. Sul palco di Parliament Square per tutto il pomeriggio si alterneranno parlamentari e sindacalisti, esponenti del mondo della cultura e della societa' civile, in quella che e' la prima manifestazione di massa di sempre in favore dell'Unione europea. In piazza migliaia di persone urlano slogan europeisti, antirazzisti e contro i conservatori al governo, e il messaggio più condiviso dai manifestanti e' "not in my name", non nel mio nome. Diversi manifestanti tengono fra le mani cartelli in supporto di Jeremy Corbyn, il leader del Labour la cui posizione e' a rischio per una rivoluzione interna al partito di opposizione scoppiata proprio dopo il referendum dello scorso 23 giugno. Tante anche le bandiere italiane, insieme a quelle di altri paesi europei.

Poi, all'altezza di Downing Street, residenza del primo ministro David Cameron, alcune centinaia di persone in coda al corteo si sono fermate per urlare in coro con i megafoni "Shame, shame!", "Vergogna, vergogna", e "fuori i Tory", davanti a un centinaio di poliziotti muniti di manganello che presidiano l'ingresso e i cancelli della residenza. A poca distanza, di fronte al parlamento, i manifestanti hanno preso la parola sul palco dopo aver ribadito "siamo 50mila!".  (AGI)