Corni di rinoceronte fasulli per combattere il bracconaggio

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I ricercatori dell'Università di Oxford hanno creato un falso corno di rinoceronte, usando i crini di cavallo, nel tentativo di creare "falsi credibili" per inondare il mercato e ridurre la domanda di materiale che alimenta il bracconaggio. Il corno 'fake' - riporta la Cnn - è stato ottenuto compattando i filamenti estratti dai crini di cavallo con una colla ricavata dalle proteine della seta. Il risultato è un materiale bio ed economico molto simile all'originale.

Il persistente bracconaggio e la perdita di habitat hanno portato a un declino della popolazione mondiale di rinoceronti, secondo l'organizzazione di conservazione Save the Rhino, 892 animali sono stati uccisi in Africa nel 2018.
Secondo il Wwf, ci sono circa 20.000 rinoceronti bianchi, 5.000 rinoceronti neri e 3.500 rinoceronti con un corno maggiore rimasti in vita.

"Dalla nostra ricerca emerge che sia abbastanza facile ed economico realizzare un materiale di corno bio che imita il ciuffo di peli del naso esageratamente costoso del rinoceronte", ha scritto il professor Fritz Vollrath, condirettore dipartimento di Zoologia dell'Università di Oxford. "Lasciamo ad altri lo sviluppo ulteriore di questa tecnologia con l'obiettivo di confondere il commercio, abbassare i prezzi e quindi sostenere la conservazione del rinoceronte", ha aggiunto.

Tuttavia, la ricerca è accolta con scetticismo da parte degli ambientalisti. Il Wwf ha dichiarato alla Cnn che non crede che la commercializzazione di corni finti o sintetici ridurrà i livelli di bracconaggio di rinoceronti. "Una delle caratteristiche note dei mercati di consumo asiatici dopo la crisi del bracconaggio scoppiata nel 2007 è stata l'elevata quantità di falsi corni in circolazione", ha spiegato un portavoce dell'organizzazione.

Il commercio internazionale di corni di rinoceronte, ritenuti cura per una varietà di malattie, è vietato dal 1977. 



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