Allarme Onu, in Libia 235.000 pronti a partire per Italia

L'inviato Kobler: grati all'Italia per l'ospedale da campo a Misurata

Allarme Onu, in Libia 235.000 pronti a partire per Italia
 Martin Kobler (Afp)

Roma - Il petrolio proveniente dai porti conquistati in Libia da Khalifa Haftar, promosso maresciallo dal Parlamento, potrà essere esportato. La National oil company (Noc) libica ha annunciato ufficialmente di aver rimosso la clausola di forza maggiore dai terminal della Mezzaluna petrolifera, recentemente occupati dall'Esercito nazionale libico (Lna) del neopromosso maresciallo di campo Haftar, dando cosi' il via alle operazioni per esportare il greggio libico. Il presidente di Noc, Mustafa Sanallah, si era recato ieri mattina nel terminal petrolifero di Zueitina, 130 chilometri a ovest di Bengasi, dove ha incontrato Muftah Shagloof, il capo delle Guardie petrolifere (Pfg) fedeli al generale Haftar, ordinando la ripresa delle attivita' per lo stoccaggio e l'esportazione di greggio. Khalifa Haftar sembra essere diventato, nel vuoto di potere militare, il principale punto di riferimento per il controllo del territorio.

Le milizie libiche di Misurata che sostengono il governo di accordo nazionale libico di Tripoli hanno deciso di non sostenere le Guardie petrolifere libiche (Pfg) di Ibrahim Jadhran, estromesse dell'area della Mezzaluna petrolifera, e di non scontrarsi con i soldati del neopromosso maresciallo Khalifa Haftar. Il portavoce delle milizie di Misurata, generale Mahjub Hamza Bousinina, ha reso noto che "c'e' una volonta' comune di non scontrarsi con le forze che sono entrate nella Mezzaluna petrolifera; i capi militari non vogliono che Misurata sia coinvolta in questa guerra, accogliendo positivamente il fatto che i terminal siano consegnati nelle mani della National Oil Company (Noc)". L'affermazione militare di Haftar non sembra, invece, aver convinto l'Isis a ridurre le proprie ambizioni. Una colonna di uomini e mezzi dello Stato islamico e' stata avvistata nella notte lungo una strada che porta verso Sirte.

I terroristi si trovavano all'altezza della zona di Wadi Jaraf, secondo quanto riferiscono testimoni oculari al sito informativo libico "al Wasat", ed erano diretti verso il centro di Sirte dove da settimane un gruppo di terroristi e' ancora asserragliato e circondato dalle milizie di Misurata, fedeli al governo di riconciliazione nazionale libico di Tripoli. Intanto l'Onu lancia l'allarme su una nuova ondata di migrazioni diretta verso l'Italia. "In Libia ci sono 235 mila migranti che aspettano di trovare il modo per andare in Italia, e lo faranno. E' cruciale ristabilire la sicurezza nel Paese, per contrastare il fenomeno del traffico degli esseri umani che si intreccia con quello del terrorismo", ha spiegato Martin Kobler, capo della missione del Palazzo di Vetro in Libia, al quotidiano La Stampa. (AGI)