YAMADA TOMIYO, la 'nonna dell'Expo'

YAMADA TOMIYO, la 'nonna dell'Expo'

Shanghai, 28 lug. – Nazionalità giapponese, classe 1949, segni particolari appassionata di Expo. Di chi stiamo parlando? Per quanti non lo avessero ancora indovinato, si tratta di Yamada Tomiyo, la simpatica e frizzante 'nonna dell'Expo'. Da quando il primo maggio la manifestazione ha aperto i battenti Yamada ha solcato quotidianamente i cancelli del parco. "Una visita non è assolutamente sufficiente. Più lo visito, più imparo" – ha affermato – ribadendo che "l'Expo è un'occasione unica per entrare in contatto con persone provenienti da tutto il mondo e conoscere i loro Paesi". Originaria del distretto di Ishikawa, Yamada non è alle prime armi. Il suo legame con le esposizioni universali comincia nel lontano 1970, quando si recò con la famiglia in visita all'Expo di Osaka e ne restò profondamente affascinata.

 

A Osaka seguì Aichi. E fu proprio l'edizione del 2005 a consacrare la sua popolarità: Yamada venne ricordata per aver visitato il parco Expo ben 243 volte. "Questa volta ho intenzione di venire tutti i giorni" ha assicurato Yamada, attualmente trasferitasi a Shanghai con il marito e il figlio per seguire la manifestazione. "Abbiamo acquistato tre biglietti per tutti i 186 giorni della durata dell'esposizione; ogni mattina mi sveglio presto, prendo l'autobus e arrivo di buon ora per evitare le lunghe file agli ingressi. Oramai lo staff della sicurezza e i volontari mi riconosco e mi sorridono non appena mi vedono" ha raccontato. Nonostante sia uno dei volti più conosciuti dell'Expo, la sua storia abbia più volte tappezzato le pagine dei media cinesi, e la sua popolarità le abbia fruttato il soprannome di 'nonna dell'Expo' o 'miss Expo', Yamada è un'ospite come gli altri. "Non ho un pass speciale – confessa – ma vengo spesso invitata dai singoli Padiglioni in occasione di eventi particolarmente importanti". Proprio come è accaduto sabato scorso al Padiglione italiano. "Questa è la quarta volta che vengo a vedere l'Italia. Ho ricevuto l'invito del Governo Italiano per l'inaugurazione della mostra 'L'Italia degli Innovatori' e spinta dalla curiosità sono ritornata volentieri – ha affermato –; il Padiglione italiano è molto bello ed è ricco di contenuti interessanti". "Anche all'Expo di Aichi il Padiglione italiano mi aveva particolarmente colpito – ricorda la nonnina dell'Expo – a tal punto che nel 2006 ho fatto un lungo viaggio in Italia. Mi sono recata a Roma, Milano, Venezia e Pisa; desideravo vedere con i miei occhi le bellezze italiane". Italia a parte, positivo anche il giudizio complessivo sulla manifestazione in corso. "Ho visitato più volte tutti i Padiglioni" – racconta Yamada sfogliando le pagine del secondo blocco per appunti su cui, oltre alle riflessioni personali, sono collezionati i differenti timbri – "preferisco Puxi a Pudong perché ritengo che i contenuti esposti all'interno del lato destro dello Huangpu abbiano meglio interpretato il tema "Better City, Better Life"; mi piace molto il Padiglione delle Province Cinesi, e mi ha un po' deluso quello giapponese. Ad Aichi, il nostro padiglione nazionale era ricco di robot dalle numerose funzioni. Ricordo ce n'era uno che spiegava l'importanza della luna nelle ore notturne; è un vero peccato che in quest'edizione non ci siano dei robot del genere. Partner, il robot realizzato dalla Toyota, si esibisce in un assolo al violino della melodia Jasmine Flower". A tre mesi dall'inizio della manifestazione, la passione per l'Expo oramai è divenuta un lavoro a tempo pieno: "Eventi e interviste riempiono la mia agenda" – ammette Yamada –, che comunque assicura non rinuncerà alle sue visite quotidiane.

 

 

di Giulia Ziggiotti

 

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