XINJIANG, 113 CONDANNE IN PROCESSI DI MASSA

Pechino, 30 giu. - E' di 113 condanne, con pene dai dieci annidi carcere all'ergastolo, l'ultimo bilancio della campagnacontro il terrorismo nella regione autonoma dello Xinjiang. Lesentenze risalgono a mercoledi' scorso, e sono state inflitteda tribunali in undici tra contee e citta' nella regione diKashgar, nel sud della regione autonoma, ai confini con lerepubbliche dell'Asia centrale. Quattro persone sono statecondannate all'ergastolo, mentre le altre 109 hanno ricevutopene diverse a seconda dei reati di cui hanno risposto davantiai giudici in processi definiti "pubblici" dal governo cinese,a cui hanno preso parte almeno tremila persone, secondo lestime rese note la scorsa settimana. Uno degli imputati e'stato condannato a dieci anni di carcere per avere ricevutomessaggi jihadisti sul suo account WeChat, popolare piattaformadi messaggistica istantanea cinese, e di averli condivisi conaltre sette persone. Secondo quanto riporato dal sito web ufficiale dello Xinjiang,Tianshan, le accuse piu' comuni sono quelle di "coinvolgimentoin organizzazioni terroristiche, incitamento all'odio etnico ediscriminazione etnica" oltre a reati che non comprendonol'accusa di terrorismo, come rapina, bigamia e traffico didroga. Al centro della campagna ci sono le organizzazioniestremiste e a carattere religioso degli uighuri - l'etniaminoritaria dello Xinjiang - che rivendicano l'indipendenzadello Xinjiang dal governo entrale cinese. La campagna controil terrorismo nella regione autonoma si e' sviluppata dopol'ultimo di una serie di attentati di grandi dimensioni, quellodel 22 maggio scorso al mercato all'aperto di Urumqi, capoluogoregionale, in cui morirono 39 persone e altre novanta rimaseroferite. Nel primo mese di campagna, secondo i dati ufficiali,sono state arrestate 380 persone e sono state sgominate 32associazioni terroristiche. Le autorita' dello Xinjiang hannopoi confiscato 264 ordigni esplosivi e altre tre tonnellate dialtro materiale esplosivo. .