WEN: ELIMINARE POVERTA' IN 10 ANNI

Pechino, 7 mar.- La Cina punta a "eliminare la povertà nel giro di dieci anni": lo ha detto ieri il primo ministro Wen Jiabao ai margini dell'Assemblea Nazionale del Popolo, durante un incontro con i delegati del Gansu, la provincia nordoccidentale tra le più povere della nazione. Il Consiglio di Stato, ha annunciato Wen, sta preparando le bozze di un nuovo piano per il periodo 2011-2020 nel quale la soglia di povertà cinese verrà "notevolmente aumentata" rispetto agli attuali 1196 yuan all'anno (pari a circa 130 euro, ovvero circa 50 centesimi di dollaro secondo gli standard internazionali di valutazione). "Intensificheremo i nostri sforzi contro la povertà attraverso aiuti e progetti di sviluppo" ha detto Wen.

 

 

Secondo gli standard delle Nazioni Unite, che fissano la soglia di povertà al di sotto di un dollaro a testa al giorno, in Cina ci sono ancora 150 milioni di poveri.

 

 

Nel corso del suo discorso di apertura dell'Assemblea Nazionale del Popolo, sabato scorso, il premier ha definito la lotta all'inflazione "una priorità del governo": "Recentemente il costo della vita è cresciuto velocemente - ha detto Wen -, si tratta di un problema che riguarda il benessere del popolo e influisce sulla stabilità sociale. La nostra massima priorità consiste nel mantenere stabile il livello dei prezzi" (questo articolo). Nel mese di gennaio l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto del 4.9%, e in novembre si era assistito addirittura a un aumento del 5.1%: l'obiettivo del 2011 è di contenere l'inflazione entro la soglia del 4% (questo articolo) . Contemporaneamente, il Dodicesimo Piano Quinquennale (2011-2015) redatto dal governo, prevede un aumento annuale dei redditi delle famiglie al 7%, in linea con l'obiettivo di crescita economica fissato per lo stesso periodo, che segna una frenata rispetto al 7.5% degli anni scorsi. L'obiettivo di crescita del 2008 è comunque fissato all'8%. (questo articolo). Durante la crisi globale Pechino è riuscita a mantenere prestazioni brillanti e ha chiuso lo scorso anno con una crescita del 10.3%, superando il Giappone e diventando così la seconda economia mondiale (questo articolo). A differenza di molte economie sviluppate, che stanno ancora annaspando per gli effetti della crisi, la Cina si trova ad affrontare una crescita troppo veloce che ha portato alle stelle i prezzi delle abitazioni, rendendo impossibile l'acquisto di una casa per la classe media e suscitando timori sullo scoppio di una bolla speculativa. Ma tra i principali fattori d'inquietudine della popolazione, permane il malcontento per le crescenti differenze tra i ricchi e i poveri. Il premier cinese, nel suo discorso, ha sottolineato come ridurre gli squilibri economici costituisca uno dei punti più importanti del Nuovo Piano Quinquennale per mantenere la "stabilità" nella nazione (questo articolo)

 

 

di Antonio Talia

 

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