Wen a Mosca chiede sconti sul gas

MOSCA
Le relazioni politiche tra la Russia e la Cina vanno a gonfie vele, mentre quelle economiche e commerciali possono ancora progredire. Il compito del premier cinese, Wen Jiabao, che ieri ha cominciato la sua visita ufficiale in Russia, è proprio quello di portare i rapporti economici tra i due paesi al livello di quelli politici. A margine dei colloqui con il presidente russo, Dmitrij Medvedev, e con il primo ministro, Vladimir Putin, Russia e Cina sigleranno un ampio pacchetto di accordi intergovernativi, ministeriali e commerciali che dovranno portare l'interscambio economico dagli attuali 50 miliardi a 70 miliardi di dollari all'anno. Per semplificare le relazioni commerciali tra i due paesi ieri sui mercati finanziari cinesi sono state lanciate le contrattazioni ufficiali tra lo yuan e il rublo russo.
L'agenda dei colloqui, al Cremlino con Medvedev e a San Pietroburgo con Putin, sarà dominata dai temi legati all'energia: dal gas al petrolio, dal nucleare al gas naturale liquido e alla produzione congiunta di carbone. La Russia cerca di diversificare la geografia del proprio export di gas, sbarcando sui mercati della Cina e di alcuni altri paesi asiatici. Anche Pechino ha bisogno di idrocarburi russi: secondo le stime degli esperti dell'Università nazionale cinese del petrolio e del gas, già nel 2011 il Paese potrà cominciare a soffrire di una penuria di gas, che per il 2015 rischia di raggiungere 38 miliardi di metri cubi, per salire a 110 miliardi nel 2012.
Per questo motivo il tema centrale delle trattative russo-cinesi sarà il prezzo del gas che la Russia vuole vendere alla Cina. Le discussioni vanno avanti ormai da sei anni. Alla vigilia della visita di Wen Jiabao Gazprom e la cinese Cnpc avevano dichiarato di essere fortemente intenzionate a trovare questa volta un compromesso costruttivo. Per molti analisti russi e internazionali invece sarà un'impresa ardua: la differenza tra il prezzo proposto dalla Russia e quello che la Cina è disposta a pagare è di quasi 100 dollari per mille metri cubi. Il braccio di ferro tra Gazprom e Cnpc sul prezzo del gas mette in forse la realizzazione dell'intero programma, che prevede la costruzione nel 2011-2015 di un gasdotto russo-cinese. In base al memorandum siglato nel 2009, la Russia dovrà fornire alla Cina nel periodo 2015-2045 30 miliardi di metri cubi di gas all'anno.
Un altro tema delicato che vuole sollevare la parte russa è legato alla produzione contraffatta in Cina di armi russe, in primo luogo aerei da combattimento. Nonostante Pechino sia ancora il maggiore cliente dell'industria per la difesa russa, i volumi delle esportazioni della tecnica militare e degli armamenti diminuiscono di anno in anno. «La Cina non vuole più importare gli aerei russi, acquistando invece motori e altre importanti componenti, un trend che non può non preoccupare», ha sottolineato Serghej Kornev, rappresentante di Rosoboronexport, il monopolio statale russo per l'export degli armamenti. La produzione contraffatta nel mondo degli armamenti russi causa a Mosca danni economici stimati in sei miliardi di dollari l'anno.
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23/11/2010