UNDER THE DOME RIMOSSO DAL WEB

di Giovanna Tescione
Twitter@GiTescione




Roma, 9 mar. – Censurato. Dopo essere stato risparmiato dalla macchina del controllo cinese, il  documentario-denuncia “Under the Dome” contro l'inquinamento atmosferico che avvolge la Cina è stato rimosso dal web.  Prodotto e illustrato dall'ex presentatrice della Cctv, Chai Jing, il video girato come una Ted's Talk è stato visualizzato da oltre 100 milioni di persone online in meno di 48 ore. 

La notizia arriva appena due giorni dopo la promessa del premier Li  Keqiang di continuare la lotta all'inquinamento e nonostante il tema sia  stato centrale nelle sessioni dell'Assemblea nazionale del popolo, ANP,  una sorta di parlamento cinese, attualmente in corso a Pechino.

Il video, nel quale la giornalista racconta la sua esperienza personale  legata all'inquinamento e lancia accuse anche contro i due maggiori  gruppi del greggio cinesi, China National Petroleum Corporation (Cnpc) e  Sinopec, aveva ottenuto l'apprezzamento del neo-ministro della Tutela ambientale, Chen Jining.

 

IL VIDEO

 

9 marzo 2015


SETTORE PETROLIFERO POLEMIZZA CON UNDER THE DOME


di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest


 
Pechino, 4 mar. - E' polemica in Cina per "Under the dome", il documentario sull'inquinamento atmosferico in Cina dell'ex presentatrice di Cctv, Chai Jing, nel quale la giornalista accusa anche i due maggiori gruppi del greggio cinesi, China National Petroleum Corporation (Cnpc) e Sinopec, di mancanza di responsabilità sociale per avere minacciato di alzare i prezzi dei prodotti raffinati alla richiesta del governo di aumentare la qualità dei carburanti. "Sinopec, una gigantesca azienda di Stato con oltre 400 miliardi di dollari di ricavi - aveva chiesto al pubblico l'ex anchorwoman - non dovrebbe assumersi alcuna responsabilità sociale?".
 
La replica arriva dalla Commissione per la Standardizzazione dell'Indsutria Petrolifera Cinese, che ieri, all'apertura dei lavori della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese, ha definito "sbagliata" l'accusa della giornalista, tramite il portavoce Cao Xianghong, che ha affermato che il settore sta migliorando la qualità dei derivati del petrolio dal 2000. "E' sbagliato dire che la qualità del petrolio stia migliorando troppo lentamente", ha affermato Cao. Altre critiche sul documentario sono arrivate anche dalla stessa Cnpc, che tramite un ingegnere del suo staff, Wan Zhangxiang, dichiara che la ex presentatrice ha confuso gli spettatori dando la colpa dello smog nelle grandi citta' cinesi ai gas di scarico delle auto invece che alle emissioni di CO2. "Come e' possibile - scrive Wan Zhangxiang - che le imprese statali cinesi facciano la figura di fuorilegge nel documentario? Ammiro la sua passione, ma ci sono molti errori in questo film".

Nessuna risposta diretta, ancora, da parte di Sinopec, il maggiore gruppo del petrolchimico cinese. Il documentario della giornalista ha avuto un effetto secondario anche sui titoli del settore energetico quotati a Hong Kong. Le azioni di CGN Power, uno dei piu' importanti gruppi del nucleare cinese, hanno avuto un balzo del 5% questa settimana, mentre il gigante del carbone cinese, Shenhua, ha registrato perdite del 2,5%. In calo del 3,8% PetroChina, l'unità quotata di Cnpc. Aumento record del 30% per Hanergy, il gruppo guidato da Li Hejun - oggi l'uomo piu' ricco di Cina secondo l'ultima classifica di Hurun - che produce pannelli solari a film sottile. Il problema dell'inquinamento atmosferico e' uno dei temi che verranno dibattuti in questi giorni in cui si riuniscono in sessione annuale la Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese e l'Assemblea Nazionale del Popolo, fino al 15 marzo prossimo.


 
04 marzo 2015

 

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