Un nuovo ricorso per le sedie Panton

MILANO
Diritto d'autore delle creazioni di alto design, un match che riprende quota. Da un lato c'è Vitra, la società svizzera che detiene i diritti dei prodotti di design classico, dall'altra High tech, la srl che aveva commercializzato la sedia del designer Verner Panton realizzata, però, in Cina.
Ben oltre un anno fa il tribunale di Milano aveva dato ragione agli svizzeri, disponendo il sequestro in dogana a, La Spezia, delle sedie Panton fatte in Cina e distribuite appunto da High tech ma a prezzi stracciati. Dichiarando esplicitamente che a quella sedia, espressione del genio creativo danese, andava accordata una tutela piena, pari a quella del diritto d'autore. Che, nel frattempo, ha subito ritocchi significativi dovendo allinearsi alle norme europee.
Così Vitra ha dato incarico allo studio Trevisan & Cuonzo di presentare un nuovo ricorso al tribunale di Milano, sezione specializzata nella tutela della proprietà industriale e intellettuale, per chiederne l'illegittimità davanti alla Corte costituzionale e in alternativa alla Corte europea di Giustizia. Vitra sostiene che le nuove norme sono addirittura un passo indietro, e chiede di dichiarare la violazione del diritto comunitario della norma di recepimento della direttiva Ue che lascia scoperta dalla protezione del diritto d'autore le opere pubblicate prima del 2001, mentre accorda la stessa protezione a quelle successive al 2001 (per le quali vale il termine della tutela dei settanta anni dalla morte dell'autore).
In base a questa normativa, che ha modificato il Codice della proprietà intellettuale, le Panton fatte in Cina sono state dissequestrate creando, secondo i promotori del ricorso, una sorta di totale caduta delle difese proprio nei confronti del meglio del design storico italiano.
R.Fa.

16/02/2008