Un milione in coda per l'Italia

Rita Fatiguso
Al padiglione italiano dell'expo di Shanghai, in appena un mese, gli arrivi hanno superato la cifra tonda del milione. Un milione di timbri italiani circola sui passaporti-ricordo di chi è tornato a casa, ai quattro angoli della Cina e del mondo. La processione ininterrotta, si crea già dal mattino, al momento dell'apertura della porta d'ingresso a Sud Est, la Houtan, e regge fino al calar del buio. Nel serpentone presidiato dai tornelli, visitatori pronti ad ammirare il meglio del made in Italy, dagli utensili di Alessi alla Ferrari color verde.
«Una struttura prestigiosa, raffinata, elegante, ai livelli di quella dell'Arabia Saudita, l'oasi sospesa per aria con palme vere trasportate dal deserto via cargo fin alla Cina – commenta Beniamino Quintieri, commissario del governo per l'Expo – così veniamo percepiti, dai visitatori e dai mezzi di comunicazione».
Qui però, aggiunge Quintieri, «i numeri sono davvero cinesi, circa trentamila visitatori al giorno. Il nostro padiglione è tra quelli che stanno ricevendo più consensi di critica. Anche il pubblico sembra apprezzare: entrano e sono subito attratti dai manichini giganti, dagli artigiani che confezionano in diretta le scarpe Ferragamo, dalle esibizioni tipo quella di poltrona Frau. Però devo ammettere che non ci aspettavamo questo fiume di gente. Siamo soddisfatti».
Il padiglione si sta rivelando un ottimo investimento d'immagine anche per le aziende che hanno partecipato a vari livelli alla costruzione della struttura, cemento, luci, prese elettriche, finestre. Ieri ha debuttato anche una nuova formula, quella dell'incontro di business tra una decina di sponsor e una quarantina di buyer asiatici, tutti orientati al settore real estate, architettura e costruzioni.
Vengono da Hong Kong, Pechino, sono multinazionali che a Shanghai hanno la sede cinese, grandi case dell'architettura del light design, nomi del calibro di Archiplein, Benoy limited, Cannon design, Hassell, Jp Morgan asset management, Shanghai Yinh Xiang Space development, Chapman Taylor, tanto per fare qualche nome. Tutti a sentire le esperienze di Guzzini, Vimar, Permasteelisa, Italcementi. Il tour del padiglione italiano serve a presentare i materiali, le tecnologie e i prodotti delle aziende sponsor, specie quelle legate all'architettura, tra cui ci sono i prodotti trasparenti che tanto piacciono agli emiri dell'arabia saudita. Di celebrità ne stanno sfilando a iosa, anche il re di Svezia ha voluto rendere omaggio all'Italia. «Durante il networking le aziende fanno una breve presentazione ai buyer. Una formula che contiamo di riproporre di qui a ottobre, nei prossimi mesi. Perchè il padiglione è una carta di presentazione – conclude Beniamino Quintieri – per tutto il sistema Italia. Quello che si fa qui funziona come un investimento nei rapproti con la città di Shanghai e la Cina tutta».
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28/05/2010