TUTTI I ROBOT DELL'EXPO

TUTTI I ROBOT DELL'EXPO
Shanghai, 20 lug. – Tanti sono i 'record' per cui sarà ricordato l'Expo di Shanghai. Tra questi, senz'altro il numero dei robot in esposizione. "Nel prossimo futuro, i robot diventeranno un comune elettrodomestico presente in ogni famiglia, come oggi lo è il personal computer – ha affermato Sun Zengqi, del dipartimento di Computer Science and Technology dell'Università Qinghua di Pechino – poiché il loro costo si aggirerà intorno alle migliaia di yuan (centinaia di euro), l'equivalente di un buon pc". Negli ultimi anni disegnatori e tecnici stanno realizzando modelli più evoluti, potenti e affidabili, capaci di esprimersi in un numero sempre maggiore di funzioni, dalla produzione di beni alla cura degli anziani e della casa. Ed è proprio quest'esplosione di applicazioni ad essere visibile all'Expo di Shanghai, dove tra i robot più popolari e apprezzati ci sono Partner, Palro, Aike, Nao, Indrajit e, naturalmente, il padrone di casa, la mascotte Haibao. Realizzato dalla Toyota, Partner va in scena al Padiglione Giappone, dove si esibisce in un assolo al violino sulle note della melodia 'Jasmine Flower'. Oltre a questo, l'umanoide realizzato dalla casa automobilistica giapponese è stato sviluppato per prendersi cura degli anziani – come è possibile vedere in numerosi filmati proiettati all'interno del Padiglione – e quindi per rispondere al progressivo invecchiamento della popolazione del Sol Levante.

Anche Palro è "Made in Japan". Brevettato dalla Fujisoft, Palro risiede presso il Japan Industrial Pavilion e tra i suoi pezzi forti ci sono le esibizioni di sumo e di taichi. Aike è invece prodotto in Cina. Per vederlo all'opera è necessario visitare il "Dream Cube", ovvero lo Shanghai Corporate Pavilion. Qual è la sua specialità? A dire la verità, sono ben 24. Si tratta di 24 piatti di cucina cinese tradizionale, che spaziano dagli Shuijin Xiaren (gamberetti saltati in padella) allo Hangjiao Niuliu (manzo con peperoni verdi) e che ripercorrono la varietà gastronomica della cucina in stile Huaiyang, tipica della provincia del Jiangsu. Nao è invece il robottino francese. Alto 58 centimetri e pesante solo 4,3 chilogrammi, Nao è praticamente un essere umano in carne e ossa: può ascoltare, parlare, vedere, reagire al tatto e anche connettersi tramite un sistema Wi-fi con l'ambiente circostante. Tornando alle produzioni asiatiche, Indrajit è il robot di casa Thai. Alto ben 3,5 metri, le sue sembianze ricordano quelle dei guerrieri che vigilano ai lati dell'ingresso dei templi thailandesi e le sue funzioni sono limitate all'accoglienza dei visitatori del Padiglione Thailandia. All'interno del parco Expo non poteva poi mancare la mascotte Haibao. In totale in città – aeroporti e punti informazione inclusi – se ne contano circa una trentina. Alto 1 metro e 55 centimentri, Haibao è in grado di sostenere delle conversazioni base in sei lingue diverse (mandarino, inglese, giapponese, coreano, francese e tedesco) e anche di scattare una foto ai visitatori che interagiscono con lui.

Come vetrina per le migliori innovazioni, l'Expo può indubbiamente rappresentare un trampolino di lancio per l'industria robotica nelle sue diverse sfaccettature e nelle sue più numerose applicazioni. E grazie allo sviluppo delle tecnologie e all'abbassamento dei costi di produzione – obiettivo che viene in parte realizzato e al contempo compensato dall'aumento delle unità prodotte – i robot caratterizzeranno la quotidianità di domani. Di questo sembrano essere sicuri gli addetti ai lavori. "L'Expo è un'opportunità unica per mettere in mostra la tecnologia francese" ha dichiarato Bruno Maisonnier, CEO di Aldebaran Robotics, l'azienda che ha dato i natali al piccolo Nao. "Più di 700 Nao – il cui costo varia dai mille ai 12mila euro – sono già venduti in tutto il mondo, soprattutto a organizzazioni impegnate in ricerca e sviluppo; tra questi tra 60 e 70 esemplari finiscono in Cina" ha spiegato Maisonnier, lasciando trapelare il proprio ottimismo sulle possibilità di vendere il robot anche ai privati a prezzi ragionevoli già dalla fine del 2011. Altrettanto veloce potrebbe essere la commercializzazione di Palro. Attualmente il robot della Fujisoft costa attorno ai 22mila yuan (circa 2000 euro) e l'uscita sul mercato cinese è annunciata per fine anno. Sulle rosee prospettive della diffusione dei robot di ultima generazione concorda anche Sun, dell'Università Qinghua.

Secondo il ricercatore, forte del sostegno del governo (come previsto dall'11° Piano Quinquennale, all'interno di cui il concetto di 'Internet of Things' è un pilastro dello sviluppo del settore high-tech), il boom dei robot potrebbe creare milioni di posti di lavoro, ristrutturare il modello economico nazionale (finora caratterizzato dalla produzione di beni a basso valore aggiunto destinati all'esportazione), nonché migliorare la qualità della vita della popolazione. A spezzare un'altra lancia a favore dello sviluppo dell'industria robotica è stato Yang Hongfu, segretario generale della Shanghai Robotics Society, che ha affermato: "I robot di uso industriale in Cina sono stati solitamente importati. Ora è giunto il momento di svilupparli autonomamente e di adattarli alle esigenze dei cittadini". Se l'Expo abbia innescato la rivoluzione dei robot è ancora presto per dirlo; per il momento però quelli presenti sembrano essere tra le migliori interpretazioni dello slogan "Better City, Better Life".

 

di Giulia Ziggiotti

 

 

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