Tanti pensatoi in Cina e quattro italiani in lista

Nel mondo sono 6.305 i think tank. Ben 428 operano in Cina, secondo paese sul pianeta per numero di istituzioni. A Pechino, dove si chiudono le porte a Google, dove si ostacola la libera circolazione dei pensieri, a che cosa si dedicano i "serbatoi di pensiero"?
James McGann, dell'Università della Pennsylvania, ha realizzato il rapporto mondiale sui think tank, appena presentato all'Onu. Nati nell'humus fecondo della cultura americana, essi assicurano dati, analisi, ricerche in campo politico, economico, sanitario. Negli ultimi vent'anni la loro attività è andata rallentando, ma restano un punto d'osservazione privilegiato di quanto accade nei singoli paesi e nel mondo.
Un think tank su tre ha sede nel Nord America (con 1.815 enti negli Usa), il 28% in Europa, il 19% in Asia, il 10% in Sud America.
In vetta alla classifica mondiale la Brookings Institution di Washington. Di ispirazione liberal, concentra l' attività su welfare, sanità, sviluppo della democrazia.
Delle 88 istituzioni che lavorano in Italia (il nostro paese è all'undicesimo posto per numero di fondazioni) ben quattro sono menzionate dalla classifica che nasce dal giudizio di tutti i presidenti degli enti considerati: al 36° posto in Europa si trova l'Istituto Bruno Leoni di Torino, al 33° della graduatoria dei centri non americani l'Istituto affari internazionali di Roma (Iai). Gli altri due think tank italiani considerati sono l'Aspen Institute e il Centre for Economic and International Studies (Ceis).

27/01/2010