Sprint cinese sul vaccino

Luca Vinciguerra
SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
La Cina arriva prima nella corsa globale per trovare il vaccino giusto contro l'influenza suina. Ieri Sinovac Biotech, una delle principali case farmaceutiche cinesi quotata anche alla Borsa di New York, ha ricevuto il via libera dalle autorità sanitarie di Pechino per la produzione e la commercializzazione di un prodotto immunizzante contro il virus A/H1N1.
Il vaccino, il primo al mondo a essere utilizzato su larga scala contro la cosiddetta influenza A che il prossimo inverno minaccia di mettere a dura prova i sistemi ospedalieri mondiali, sarà efficace con una somministrazione monodose. Lo ha annunciato lo stesso presidente di Sinovac, Yin Weidong, sottolineando orgogliosamente che la società farmaceutica cinese non solo è riuscita a battere sul tempo la concorrenza internazionale (a questo riguardo, è bene ricordare che i controlli e le certificazioni delle autorità sanitarie di Pechino non sono paragonabili a quelli americani, europei o giapponesi), ma è stata capace anche di mettere a punto un farmaco monodose, mentre la altre case farmaceutiche stanno lavorando su un prodotto a doppia somministrazione.
«Sotto quest'aspetto, ci è stata molto utile l'esperienza accumulata negli ultimi anni nella nostra attività di ricerca e sviluppo sull'influenza aviaria» ha spiegato Yin Weidong. Il vaccino a inoculazione singola è una conquista scientifica importante, che potrà fornire un contributo decisivo alla lotta che la Cina si prepara a ingaggiare contro il virus H1N1. «Qualora l'influenza assumesse le dimensioni di una pandemia, e la domanda di vaccini dovesse aumentare vertiginosamente, la possibilità di ricorrere a un farmaco monodose rappresenterebbe un grosso vantaggio per un paese grande e popoloso come la Cina» ha sottolineato il numero uno di Sinovac.
Passato l'esame della Drug and Food Administration cinese, il Panflu (dovrebbe essere questo il nome del nuovo vaccino) inizierà a essere commercializzato già nelle prossime settimane. Nonostante l'estate, in Cina l'influenza A non ha mollato la presa. A Shanghai e a Pechino, così come nelle zone più remote del paese, il virus ha continuato a contagiare soprattutto i più giovani anche nella stagione calda. Basti pensare che ieri nella torrida Hong Kong (che, essendo amministrativamente un altro Stato, non potrà almeno per il momento utilizzare il Panflu) sono morte due persone colpite dall'influenza suina.
Per questo motivo, il Governo cinese intende agire senza indugi contro il virus: prima della fine dell'anno, le autorità sanitarie cinesi prevedono di vaccinare con il Panflu circa il 5% dell'intera popolazione. L'opera di prevenzione inizierà dalle grandi città e dalla gente che vive in grosse comunità dove il contagio del virus potrebbe avere effetti devastanti.
Secondo quanto rivelato dalla stessa Sinovac Biotech, il vaccino made in China avrà un costo di produzione inferiore del 30% rispetto a un omologo europeo. Su questa base, la società farmaceutica cinese spera ardentemente che il Panflu possa ricevere a breve il via libera anche di altri paesi: per il momento, i candidati possibili sono gli altri membri della "Grande Cina" (Taiwan, Hong Kong e Macao), oltre alla Corea del Sud. Intanto, la sola aspettativa di vendere in un colpo solo 70 milioni di confezioni monodose oltre la Grande Muraglia ha già premiato generosamente i titoli di Sinovac Biotech, che a Wall Street in un paio di settimane hanno guadagnato oltre il 60 per cento.
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04/09/2009