Sprint cinese in Italia

ROMA
Nel 2009 era stato il presidente della Repubblica popolare cinese, Hu Jintao, a venire a Roma, con al seguito 300 imprenditori. Ieri sera è stato il premier Wen Jiabao ad atterrare a Roma, nell'ambito del viaggio europeo, in occasione del quarantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche Italia-Cina e per l'inaugurazione dell'Anno culturale della Cina in Italia.
L'agenda è fitta di incontri istituzionali: il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, i presidenti del Senato e della Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini.
Ma c'è anche un consistente pacchetto di accordi economici, a riprova che le dichiarazioni politiche di maggiore collaborazione si stanno traducendo in business. Opportunità importanti per l'Italia, dal momento che il Fmi ha stimato per la Cina una crescita del 10,5% nel 2010.
Con Wen Jiabao arriveranno un gruppo di top manager cinesi che si incontreranno questa mattina, a Villa Madama, con i nomi più importanti dell'imprenditoria italiana, guidati dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia (tra cui Alberto Bombassei, numero uno Brembo, Marco Tronchetti Provera, presidente e ad Pirelli, Roberto Colaninno, numero uno Piaggio, Paolo Scaroni e Fulvio Conti, ad Eni ed Enel, Massimo Ponzellini, presidente Impregilo, Diana Bracco, numero uno dell'azienda farmaceutica).
Saranno 10 gli accordi commerciali che saranno firmati, per un valore di circa 2,5 miliardi di dollari. Tra i più importanti quello tra Vodafone e Huawei (si veda il Sole 24 Ore di ieri), e quello tra la China Development Bank Corporation e il Global Solar Fund per una centrale fotovoltaica nel Mezzogiorno, per un valore di circa 800 milioni. Altro accordo di rilievo, quello tra ZTE, azienda che opera nel settore delle telecomunicazioni, con Tiscali, per investimenti nella banda larga.
Alle intese tra aziende si aggiungono una serie di accordi intergovernativi in campo scientifico, culturale, ambientale ed economico-finanziario. Due saranno i protocolli firmati dal ministero per lo Sviluppo economico con l'analogo ministero cinese, un altro riguarderà il ministero della Funzione pubblica, poi l'Istruzione, i Beni culturali e l'Ambiente, con un'intesa sul trasporto sostenibile e la riduzione di Co2.
Di rilievo tutto il pacchetto giustizia. Sarà firmato oggi un primo accordo sulla materia tra i due paesi: un Trattato in materia di assistenza giudiziaria penale, 22 articoli definiti sull base del «reciproco rispetto della sovranità, dell'uguaglianza e del mutuo vantaggio». L'assistenza giudiziaria si articolerà attraverso i rapporti tra i ministeri dei due paesi, sia in fase di richiesta che di risoluzione delle controversie per l'interpretazione e l'applicazione dell'accordo stesso. Sono specificati i casi in cui è prevista l'assistenza e quelli in cui è previsto il rifiuto.
In questo testo non si parla di estradizione, che invece è affrontata specificamente in un altro accordo, che sarà firmato oggi, di 21 articoli. La richiesta di estradizione ptorà essere rifiutata per reati di natura politica o militare e avrà luogo solo nei casi in cui i fatti costituiscano reati per entrambi gli ordinamenti, una omogeneità che non è richiesta in materia di tasse, imposte, dogane, cambi o altri obblighi finanziari.
Il primo appuntamento di questa mattina sarà proprio la tavola rotonda economica Italia-Cina: per l'Italia parleranno, tra gli altri, il vice ministro allo Sviluppo economico, Adolfo Urso, il ministro del commercio cinese, Chen Deming, il vice presidente di Confindustria, Paolo Zegna, e quello della China Development Bank, Gao Jain, il presidente della Fondazione Italia-Cina, Cesare Romiti, l'ad di Enel, Fulvio Conti, il presidente dello Shanghai Electric Group, Xu Janguo. Poi ci saranno gli interventi della Marcegaglia e del presidente di Changsha Zoomlion, Zhan Chunxin (azienda leader in macchinari edili e da trasporto, attrezzature ambientali, piattaforme aeree), poi Wen Jiabao e Berlusconi.
La visita del premier cinese segue di pochi mesi la missione di sistema organzzata da Confindustria, Abi, Ice e Governo, che si è tenuta a Shanghai, Pechino e Chongqing a giugno, che ha portato in Cina 600 imprenditori italiani.
«La Cina per le nostre imprese sta diventando un partner sempre più strategico», commenta il vice ministro Urso, che cita come riprova i dati più recenti delle esportazioni: nei primi 8 mesi dell'anno l'export è cresciuto del 30,2% e solo nel mese di agosto ha avuto un record di +60,7 per cento. «Questo – ha aggiunto – ci ha permesso di diminuire il nostro disavanzo commerciale verso Pechino e soprattutto di aumentare la nostra quota di mercato, che è passata da 1,7 a 2,3, con un aumento di oltre il 30%».
Wen Jiabao conferirà un premio per il contributo all'amicizia Italia-Cina a dieci personalità, tra cui l'accademico Federico Masini, Cesare Romiti, presidente della Fondazione Italia-Cina, Giuliano Urbani, coordinatore italiano dell'anno culturale cinese, Marco Muller, direttore settore cinema della Mostra di Venezia.
Nel pomeriggio, Berlusconi e il premier cinese saranno al concerto al teatro dell'Opera, per l'inaugurazione dell'anno culturale Italia-Cina. Poi Wen Jiabao lascerà il nostro paese. Vista dall'Italia, la visita del premier cinese può segnare una svolta positiva della relazione diplomatiche ed economiche. Resta la preoccupazione, nello scenario globale, nel rifiuto opposto da Wen Jiabao alle autorità europee di una rivalutazione della moneta cinese. Una partita che si continuerà a giocare nelle prossime riunioni internazionali.
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07/10/2010