Sotto ricatto il periodico indipendente « Caijing»

PECHINO
L'autorevole rivista economica quindicinale cinese Caijing – letteralmente «Economia e Finanza» –, una delle voci più indipendenti del paese, è teatro di attacchi che hanno causato la decimazione del suo staff commerciale. Potrebbe dire addio anche la storica fondatrice e direttrice, Hu Shuli.
Secondo quanto riportato ieri dal quotidiano di Hong Kong, South China Morning Post, avrebbero già dato le dimissioni la direttrice commerciale Daphne Wu Chuanhui e una decina di direttori del suo ufficio. All'origine della tempesta, lo scontro tra la direttrice Hu e lo Stock Exchange Executive Council (Seec), l'organismo di controllo all'interno della Borsa cinese, proprietario ed editore della rivista. La direttrice Hu vorrebbe infatti che il Seec rinunciasse alla maggioranza per fare spazio ad altri investitori. Il presidente del Seec, l'ex banchiere di Wall Street Wang Boming, ha inoltre deciso di sottrarre a Caijing la maggior parte degli introiti pubblicitari, oltre 17 milioni di euro l'anno. Una politica, questa, che rema contro l'impegno di Hu di fornire al mercato finanziario cinese un'informazione degna di una stampa indipendente.
Nel 2003 fu Caijing a svelare i retroscena della febbre aviaria, mentre nel 2008 Hu sfidò la censura (e la prigione) per una lunga inchiesta sulle truffe alla Borsa di Shanghai. Se la Hu lasciasse Caijing per fondare un'altra pubblicazione, scatenerebbe una nuova ondata di dimissioni, visto l'enorme consenso che la direttrice riscuote tra i suoi 180 giornalisti.
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13/10/2009