SE IL DRAGONE SMETTE DI FUMARE

Shanghai, 19 agosto - Vietato fumare. Dopo avere respinto la maxi donazione per l'Expo (duecento milioni di yuan, oltre 20 milioni di euro) di un produttore di tabacco locale, Shanghai passa ora all'azione disegnando una legge che multa per la prima volta chi fuma dove non è consentito. La nuova legge, chiamata Shanghai public tobacco control law, prevede multe fino a 200 yuan per i privati e fino a 30 mila yuan per i gestori dei locali che infrangono le regole. Dovrebbe entrare in vigore alla fine di quest'anno, hanno reso noto le autorità sanitarie locali, anche se all'inizio coinvolgerà un team di soli duecento ''controllori'' per 19 milioni di residenti, il 30 per cento dei quali fumatori. Sarà proibito accendere la sigaretta negli ospedali, nelle scuole, nei negozi con superficie superiore a 200 metri quadrati, negli stadi al chiuso e in tutti gli ambienti frequentati da bambini e da donne incinte. Ma anche in posti pubblici come i cinema, i musei, le banche, gli aeroporti, le ferrovie e gli autobus, oltre che in molte aziende private. Sarà invece consentito in speciali spazi dedicati nei luoghi di ristorazione e  di svago (come i karaoke) e negli uffici pubblici. Brutte notizie in arrivo anche per le aziende produttrici di tabacco, che vedranno un rialzo delle tasse. Dall'inizio del 2011 potrebbe essere bandita ogni pubblicità e forma di promozione dal tabacco in linea con l'articolo 13 della Convenzione sul controllo del tabacco (FCTC) dell'Organizzazione mondiale della sanità, firmata anche dalla Cina nel 2003. Lo scorso dicembre sei aziende produttrici di tabacco, fra le quali China national tobacco, sono state rimosse dalla lista dei candidati per la gara di solidarietà China charity award. Una serie di mosse, sottolineano le autorità, significative per capire lo sforzo intrapreso per la lotta al tabagismo. La Cina, primo produttore e consumatore mondiale di tabacco, ha 350 milioni di fumatori che alimentano un mercato di oltre 45 miliardi di euro (un pacchetto di sigarette costa circa 30 centesimi di euro). Secondo le statistiche locali, oltre un milione di cinesi muore ogni anno per malattie legate al fumo.