Roma riduce le distanze tra Santa Sede e Pechino

Sarà forse il gesto più importante dal 1951, quando tra Vaticano e Cina si interruppero in modo drastico le relazioni diplomatiche. Il 2 giugno, in occasione del pranzo ufficiale al Quirinale, si stringeranno la mano il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, e il vice presidente della Repubblica popolare cinese - e futuro presidente e segretario del partito dal 2012 - Xi Jinping. Forse scambieranno solo qualche parola. Ma sarà già molto, visto il difficile rapporto tra Pechino e Santa Sede, tra i cattolici fedeli al Papa e la struttura governativa fedele al regime, la Chiesa patriottica.
Da molti anni la Curia sta tentando di dare stabilità al rapporto e certezze ai propri fedeli, politica culminata con la lettera di Benedetto XVI del 2007, cui è seguito un periodo di relativa calma, interrotto di recente da nuove forti tensioni. Poi a inizio anno la nomina a numero due di Propaganda Fide di don Savio Hon Tai-Fai, il salesiano di Hong Kong che non usa mezzi termini nel criticare le persecuzioni, come testimoniato da un'importante intervista ad Avvenire di un mese fa del prelato. Dove però si riconosce anche come nel Governo cinese vi siano spazi di negoziato. L'intervista a Pechino è stata letta come un tentativo di dialogo (come evidenziato sul Sole 24 Ore da Francesco Sisci). Insomma, dopo i tentativi di avviare un dialogo diplomatico, ora si annuncia un vero incontro tra i due principali plenipotenziari, anche se forse solo una photo-opportunity. Ma un'immagine talvolta vale più di mille parole.
L'incontro del 2 giugno nasce quindi sotto gli auspici dell'Italia: al Quirinale, ospiti del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ci saranno 70 tra capi di Stato e loro delegati, e per la prima volta per un'occasione di questo tipo anche un segretario di Stato. Quello che si annuncia come un possibile capolavoro diplomatico è stato propiziato dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ieri ha incontrato per un'ora Bertone in Vaticano: al centro i temi internazionali relativi soprattutto a Nord Africa e Medio Oriente e la situazione dei cristiani, sottoposti sempre più spesso a persecuzioni. Si è parlato anche di Siria e di Libia, dove la presenza cattolica è testimoniata dal vicario apostolico Martinelli, che quotidianamente denuncia le brutalità della guerra e dei bombardamenti Nato. Frattini- accompagnato dal capo di gabinetto Pasquale Terracciano e dall'ambasciatore presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco - ha confermato a Bertone - assistito dal sottosegretario Ettore Balestrero, che tra l'altro è il prelato di Curia che gestisce direttamente il dossier-Cina - l'impegno dell'Italia in difesa delle minoranze. Un incontro insolitamente lungo, preceduto da un faccia a faccia di 10 minuti, dove è presumibile che Bertone e Frattini abbiano parlato della situazione politica interna italiana, specie alla vigilia della tornata elettorale amministrativa di domenica prossima.
E ieri è stato anche giorno di nomine, già ampiamente annunciate. Il Sostituto alla segreteria di Stato, arcivescovo Fernando Filoni, è stato nominato presidente della Propaganda Fide, il cosiddetto papa rosso: al suo posto arriverà come numero tre della Curia il nunzio a Cuba, Giovanni Angelo Becciu.
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11/05/2011