Per la vetrina Italia Expo permanenti

A Shanghai ha fatto il pieno di visite: 7 milioni. Perché fuori è bello, e dentro è uno scrigno di bellezza e tecnologia, un mix sapiente dell'arte di vivere all'italiana. Da qui la decisione: il padiglione italiano all'Expo non sarà demolito. Le autorità cinesi faranno passare le ruspe sulle altre 167 strutture dell'esposizione universale su cui cala il sipario, ma non toccheranno la struttura disegnata da Giampaolo Imbrighi. Riconoscimento per il made in Italy. E implicita lezione. Che esplicitiamo: se l'Italia vuol fare marketing di se stessa, perché non fare dell'Expo di Shanghai la prima tappa di un vero tour? Un viaggio che tocchi India, Giappone, Brasile, Russia, insomma i cosiddetti mercati emergenti. Con un'esposizione per ciascuno, magari permanente. La rockstar Italia farebbe il pieno di biglietti come gli U2 o Bruce Springsteen, e la vetrina per il nostro paese sarebbe forse più efficace rispetto a tante missioni all'estero, spesso troppo in ordine sparso. Saremo presuntuosi, ma l'attrazione del made in Italy è un valore in sé. E il genio creativo delle sue imprese parla da solo, senza necessità di suggeritori. Basta mettere tutto il bello che abbiamo, e sappiamo, in un padiglione. Disegnato da un italiano. Pienone assicurato.

19/11/2010