Pechino: Usa già in default per il dollaro debole

Il problema del debito sovrano non è solo una vicenda greca ma anche americana. Lo ha detto ieri Guan Jianzhong, presidente dell'agenzia di rating cinese Dagong Global Credit Rating secondo cui gli Stati Uniti sono già in «default poiché lasciano indebolire il dollaro». I cinesi, si sa, sono ossessionati dalla debolezza del biglietto verde perché sono i maggiori detentori del debito pubblico a stelle e strisce, sebbene ultimamente abbiamo cominciato a ingranare la retromarcia. Ogni volta che cala il dollaro scende infatti anche il valore degli investimenti cinesi in T-bill. I timori sul debito americano non sono isolati e seguono altri allarmi lanciati da Fitch, Moody's e Standard & Poor's. Il cartellino giallo di Guan Jianzhong rinforza quello alzato da Li Daokui, consigliere della banca centrale cinese due giorni or sono quando ha accusato i repubblicani di «giocare con il fuoco» contemplando la possibilità di un default tecnico e di breve durata della principale economia mondiale. Alcuni repubblicani non escludono un rinvio, anche di pochi giorni, dei pagamenti sugli interessi del debito Usa per forzare i democratici ai tagli della spesa pubblica. Senza un innalzamento del tetto sul deficit, questo rischio può diventare realtà a partire dal 2 agosto prossimo. Ecco perché i cinesi sono nervosi e non vogliono sentir parlare di mini-default. Nemmeno per un secondo. (V.D.R.)

11/06/2011