Pechino blocca Twitter e Hotmail

Luca Veronese
Vietato parlare del massacro di Tienanmen. Nelle strade del paese come su internet. Vietato manifestare, vietato discutere, anche in rete. Vietato ricordare la morte di centinaia di studenti sotto i colpi dei carri armati dell'esercito. Si stringono i controlli della polizia sui dissidenti, sui testimoni scomodi, sui sopravvissuti e sui loro parenti. E sul web vengono chiusi i canali per diffondere foto e documenti.
In Cina ieri la censura ha colpito la gran parte degli strumenti di comunicazione su internet. Bloccato Twitter, il microblogging che mette in comunicazione istantanea milioni utenti. Impossibile per i cittadini cinesi utilizzare i messaggi di Hotmail; accedere ai servizi di Windows Live. Black-out improvviso sul social network Facebook; così come su Bing, il motore di ricerca di Microsoft; e su Flickr, il sistema di condivisione online di immagini fornito da Yahoo!.
Le autorità alla vigilia dell'anniversario stanno cercando di fermare anche su internet ogni forma di commemorazione della strage che porta il nome della piazza centrale di Pechino, dove nella notte tra il 3 e il 4 giugno del 1989 i militari, sotto il comando di Deng Xiaoping, aprirono il fuoco sugli studenti, reprimendo nel sangue una protesta pacifica che chiedeva riforme al governo cinese.
Non è mai stato fornito un elenco dei morti di Piazza Tienanmen e ora Pechino vorrebbe cancellare ogni traccia delle proteste e degli scontri anche dalla memoria - molto meno virtuale di quanto si pensi - della rete.
«L'accesso a Twitter è stato vietato all'improvviso alle cinque della sera. L'intera comunità degli utilizzatori di questi messaggi è stata annientata in un attimo», ha confermato Kaiser Kuo, commentatore di tecnologia che vive a Pechino. «Ma non c'è niente di nuovo, tutto questo - ha aggiunto con rassegnazione Kuo - fa parte della nostra vita qui in Cina». Gli utilizzatori di Twitter e degli altri sistemi bloccati ieri sono i cinesi più evoluti, sul piano culturale oltre che tecnologico. La grande maggioranza non si serve di applicazioni straniere ma di servizi realizzati da società cinesi e soggetti alla censura. Negli hotel di Pechino e Shanghai le news sui canali internazionali che riguardano Tienanmen vengono coperti da avvisi di pubblica utilità sui pericoli del fumo da sigaretta.
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03/06/2009