Ordini di navi crollati da 151 a 9

Raoul de Forcade
GENOVA
Gennaio 2009 sarà ricordato, dallo shipping, come un periodo nero per gli ordini di navi nuove. Ma il consuntivo dei mesi successivi, a causa della crisi globale, rischia di andare anche peggio. Intanto, dopo anni di espansione della flotta mondiale, arrivata nell'ottobre 2008 a circa 45.800 unità (per 1,13 miliardi di tonnellate di portata lorda), gli armatori hanno iniziato a fermare le navi, partendo da quelle più vecchie, per compensare il crollo dei noli, determinato dalla stretta dei consumi. Tra fine febbraio e inizio marzo sono 1.279, tra portacontainer, dry bulk (carico secco) e reefer (refrigerate), le unità registrate come inattive dai differenti organismi di rilevazione del mercato.
Per quanto attiene alla cantieristica, secondo dati di Clarkson, a gennaio sono state ordinate, in tutto il mondo, solo nove navi, il 6% delle 151 unità ordinate nello stesso mese del 2008. Quattro ordini sono andati in Corea e cinque in Cina, nessuno in Giappone e in Europa. Nel primo mese dell'anno, peraltro, le navi demolite sono già state 75. Una media altissima, se si pensa che nel corso dell'intero 2008 le demolizioni sono state in tutto 372.
In effetti, dati raccolti da Fincantieri sull'anno scorso, testimoniano che fino a settembre la domanda di nuove costruzioni aveva conservato un ritmo abbastanza sostenuto; nell'ultimo trimestre, invece, è arrivato il crollo degli ordini: sono stati perfezionati contratti solo per 1 milione di tonnellate di stazza lorda.
Nel 2008, quindi, la domanda mondiale di nuove navi risulta dimezzata rispetto al 2007 attestandosi a 41 milioni di tonnellate, pari a -52%, rispetto agli 86 milioni del 2007. La contrazione, tra l'altro, ha riguardato tutte le tipologie di navi. E benché gli analisti sapessero che era praticamente impossibile raggiungere il livello di ordini del 2007, nessuno aveva previsto che la crisi economica generasse un deterioramento così marcato degli indicatori fondamentali per il settore: volume dei traffici marittimi e noli.
Inoltre, escludendo le navi merci che ormai si costruiscono solo nel Far East, mentre nel 2008 sono arrivati ordini in Europa per tre navi da crociera (due a Fincantieri e uno al tedesco Meyer Werft) e per 13 traghetti, nel 2009, finora, non è stato registrato, nei cantieri europei, alcun ordine né per unità da crociera né per ferries.
Riguardo alle navi in servizio, secondo dati Axs-Alphaliner, all'inizio di marzo il numero delle portacontainer inattive è arrivato a 453, su una flotta di circa 4.500 navi (per 150 milioni di tonnellate di portata lorda). Si tratta di una caduta continua: all'inizio di gennaio 2009 le unità inattive erano 210; a inizio febbraio erano arrivate a circa 300 e a metà mese a 392. La capacità aggregata delle 453 navi attualmente ferme è di 1,35 milioni di teu. Di queste unità, 320 erano attive nel settore del noleggio e 133 di proprietà di compagnie.
Martedì scorso, peraltro, Eivind Kolding, ceo di Maersk Line (la società leader al mondo nel trasporto container), ha annunciato che la compagnia è pronta pronta a togliere dai servizi 25 navi, per una capacità complessiva di 150mila teu, pari a circa l'8% della flotta, in termini di capacità. Le navi destinate al disarmo saranno prevalentemente di medie dimensioni (fra i 4.300 e gli 8mila teu)
Nel settore dry bulk, altro comparto, come i container, dove i noli sono in sofferenza, anche se nell'ultimo bimestre si è registrata una ripresa, sono inattive (dati Lloyd's Maritime Intelligence Unit della fine di febbraio) 484 bulk carrier per 17,9 milioni di tonnellate di portata lorda, su una flotta complessiva di circa 7.000 navi per 400 milioni di tonnellate. Tra le navi ferme, le handysize (tra 10mila e 30mila tonnellate di portata) sono 286, le handymax (30mila-50mila) sono 105, le panamax (50mila-80mila) sono 64 e le capesize (oltre 80mila) sono 29.
Le navi reefer (refrigerate) inattive (il dato non comprende le unità general cargo o portacontainer con capacità reefer) sono attualmente 342, su una flotta mondiale di circa 1.400 unità con 6,5 milioni di tonnelate di portata. Nel 2008 la flotta reefer aveva già subito una diminuzione del 2% rispetto alla fine del 2007.
raoul.deforcade@ilsole24ore.com

13/03/2009