Opel, la Germania prende tempo

Beda Romano
FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente
Paralizzato dall'indecisione a quattro mesi dal voto, il governo guidato dal cancelliere Angela Merkel ha deciso di prendere tempo. L'esecutivo è insoddisfatto delle offerte che ha ricevuto finora per l'acquisizione della Opel, la filiale di General Motors in grave crisi di liquidità. Ieri ha chiesto alle aziende interessate di migliorare i piani di scalata.
Il ministro dell'Economia tedesco, Karl-Theodor zu Guttenberg ha spiegato ieri a Berlino che tutti i piani presentati dai tre concorrenti per rilevare Opel «devono essere migliorati». Inoltre, ha aggiunto Guttenberg, «restano ancora aperte tante questioni» sul futuro di Opel. Il ministro è sembrato pronto ad accettare le proposte di altri eventuali offerenti. Tre per ora sono le società in lizza per acquistare la filiale di GM, a cui bisogno aggiungere un quarto outsider.
Oltre alla casa automobilistica italiana Fiat, al fornitore austro-canadese di componenti Magna e alla società d'investimento RHJ International, si è accodato anche il gruppo industriale Beijing Automotive Industry Corporation (BAIC). L'azienda cinese ha presentato un'offerta la settimana scorsa oltre i termini previsti, ma il governo tedesco ha lasciato intendere di essere pronto a valutarne i dettagli.
Ieri si è tenuta una riunione in cancelleria alla quale hanno partecipato tutte le parti coinvolte, americani compresi, ancora in corso a tarda sera. Obiettivo: evitare ricadute finanziarie e giuridiche in Germania della probabile decisione di GM di chiedere l'amministrazione controllata secondo il Chapter 11. Notizie ieri sera di Die Welt secondo le quali Magna e Fiat avrebbero avuto lo status di favorite nel negoziato con Opel sono state successivamente smentite.
La partita è "una lotteria", ha detto due giorni fa l'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, che ieri ha trascorso gran parte della sua giornata alla Cancelleria. In attesa di una scelta definitiva sul futuro della filiale europea di GM, la società italiana si guarda attorno. Il governo svedese ha confermato che proprio Fiat è uno dei tre pretendenti interessati a rilevare la casa automobilistica Saab.
Proprio ieri intanto dopo 80 anni di convivenza Opel ha sancito la separazione dalla casa madre americana. GM ha trasferito alla sua filiale la proprietà di stabilimenti, concessionari e tecnologia. «La misura permette la creazione di una fiduciaria attraverso la quale consentire al governo tedesco di finanziare temporaneamente l'azienda in attesa di un acquirente», ha spiegato Karin Kirchner, portavoce di GM Europe.
In questo senso, Berlino ha già trovato un accordo di finanziamento con un gruppo di banche pubbliche e con le regioni che ospitano gli impianti Opel in Germania. L'intesa prevede aiuti per 1,5 miliardi di euro, suddivisi equamente tra il governo federale e i quattro Länder. Proprio la questione dell'amministrazione fiduciaria era uno dei nodi in discussione nel vertice di ieri sera.
L'esecutivo di Grande Coalizione è in evidente affanno. Non riesce a fare una scelta finale sul partner da associare a Opel. Al di là delle divisioni interne il governo di grande coalizione del cancelliere Angela Merkel sembra nutrire incertezze sulla bontà di ambedue i progetti.
La decisione finale spetta a GM, ma la Germania deve dare il suo benestare perché dalle casse pubbliche tedesche dipendono garanzie creditizie alla nuova società. Tre sono i criteri con i quali il governo federale sta valutando i diversi piani: la solidità del progetto industriale, il costo per i contribuenti tedeschi, e il futuro dei posti di lavoro. In un anno elettorale - si vota per il rinnovo del Bundestag in settembre - quest'ultimo aspetto non è da sottovalutare.
Nessuna delle aziende che si è finora candidata a rilevare Opel sembra essere riuscita a rassicurare completamente su questi tre fronti, neppure Magna finora favorita. Ieri, per esempio, Manager Magazin sosteneva che la società austro-canadese non ha il denaro sufficiente per una fusione con la filiale di GM. Qualche giorno fa, un commentatore si chiedeva se Fiat possa gestire, nel caso, una fusione a tre con Chrysler e Opel sui due versanti dell'Atlantico.
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28/05/2009