OLTRE 40 MLD DI EURO PER INDUSTRIE E WEST

Roma, 15 ott.- Saranno nove i settori chiave che traineranno l'economia cinese nei prossimi cinque anni e per sostenerli Pechino ha già stanziato oltre 40 miliardi di euro. La notizia giunge direttamente da due funzionari coinvolti nella stesura del dodicesimo piano quinquennale (2011-2015), tema caldo in cima all'agenda del V Plenum del XVII Comitato centrale del PCC in corso a Pechino. Ma in realtà, dalle prime indiscrezioni, sembra che il budget previsto sia molto più alto e che il governo cinese abbia addirittura raddoppiato i 4mila miliardi di yuan contenuti nel pacchetto stimoli adottato due anni fa per contenere la crisi. Due i punti focali del nuovo piano economico: le industrie e le regioni interne il cui sviluppo permetterà al Dragone di raggiungere quell'equilibrio economico - o crescita complessiva - di cui ha parlato di recente Hu Jintao. Un equilibrio possibile solo attraverso lo sviluppo economico e sociale di tutto il Paese "affinché tutti i cittadini, dai più ricchi ai più poveri, possano vivere una condizione di benessere" ha dichiarato il presidente.

 

Abbandonata la strategia della crescita 'indiscriminata', Pechino punta ora alla qualità riducendo il tasso di crescita, focalizzando l'attenzione sulle modifiche strutturali e, soprattutto, selezionando nove settori chiave nei quali verrà iniettato il flusso di capitale: energie alternative, nuovi materiali, tecnologie informatiche, biologia e medicina, protezione ambientale, aerospaziale, navale, industrie avanzate e servizi Hi-tech. "Il prossimo piano quinquennale riserva una grossa somma di denaro a quei settori che sono stati reputati dal governo strategici per l'economia del Paese non solo ai fini di una crescita interna, ma soprattutto allo scopo di aumentare il margine di competitività su scala mondiale" ha riferito Liu Qin, vice direttore della commissione per le Riforme e lo Sviluppo della municipalità di Xi'an. Secondo molti economisti Pechino sta già pensando a un incremento di fondi destinati alla riforma sanitaria, all'istruzione e ai sussidi immobiliari da inserire nel piano quinquennale, la cui bozza finale verrà presentata il prossimo mese e approvata a marzo in occasione della sessione annuale dell'Assemblea nazionale del popolo. Molto è stato fatto negli ultimi anni per migliorare l'economia cinese, tanto che non solo il Dragone è riuscito a fronteggiare la crisi, ma anche a posizionarsi al secondo posto tra le potenze economiche mondiali.

 

Dal 2008 il governo centrale ha approvato diverse zone economiche speciali (ZES) e "incrementato i progetti di sviluppo delle aree occidentali previsti dalla politica del Go-West, il cui termine è previsto per la fine del prossimo anno, ma che rappresenta già uno dei punti di forza del 12° piano" sostiene Li che aggiunge poi: "tutti gli sforzi del mio ministero sono orientati verso l'eliminazione delle tecnologie più arretrate, la promozione delle tecnologie avanzate, il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni". Se è ormai un fatto scontato che la Cina ricopre un ruolo fondamentale nello scacchiere mondiale, gli occhi della comunità internazionale non possono che essere puntati sul nuovo pacchetto stimoli che potrebbe rivoluzionare le carte in tavola. E mentre JP Morgan prevede un tasso di crescita pari all'8% nei prossimi 5 anni, il Fondo monetario internazionale è pronto a scommettere che il Dragone si trasformerà presto da un'economia basata sull'esportazione a una basata sulla domanda interna, una tesi condivisa anche da Goldman Sachs.

 

 

 

di Sonia Montrella

 

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