Obama e Hu cercheranno di salvare Copenhagen

Mario Platero
PECHINO. Dal nostro inviato
Un G-2 in grado di risolvere tutti i problemi del mondo vale poco se al primo ostacolo fallisce. Cina e Stati Uniti se ne sono accorti dopo la brutta reazione alla notizia che l'Apec, Washington e Pechino in testa, rinunciava a un accordo vincolante al vertice di Copenhagen sull'ambiente. Ma se ne sono accorti anche per le differenze che permangono su questioni centrali, come il valore dello yuan su cui Pechino non cede o sulle ritorsioni commerciali alle quali l'America non rinuncia.
E dunque ieri, al debutto di Barack Obama a Pechino, si è cercato un banco di prova, l'ambiente, per dare la misura del nuovo rapporto tra Cina e Stati Uniti, enunciato ieri al Palazzo del popolo in una solenne dichiarazione congiunta dai due leader, la prima dal 1998. «Ci sono sfide globali crescenti... e gli Stati Uniti condividono interessi e cooperazione su grandi tematiche importanti per la stabilità, la pace e lo sviluppo del genere umano» ha detto il presidente Hu.
Subito dopo Obama ha aggiunto: «Ci incontriamo in un momento in cui il rapporto tra Stati Uniti e Cina non è mai stata più importante per il futuro collettivo. La crescita cinese non ci preoccupa, non dobbiamo contenerla, il suo nuovo ruolo mondiale è benvenuto», ha detto. Ma a rendere esplicite le ambizioni del G-2 ci ha pensato John Huntsman, il nuovo ambasciatore americano a Pechino: «La relazione fra Usa e Cina è ormai globale: ci sono solo due paesi che possono risolvere le questioni nucleari, ambientali o altri temi globali» ha detto. E Jeff Bader, del Consiglio per la sicurezza nazionale, ha aggiunto: «Oggi abbiamo fatto un importante passo in avanti per costruire una parternship globale con la Cina».
Ma dietro questa retorica permangono differenze. Per aggirarle è stato deciso di evitare una conferenza stampa con domande e risposte. E si è preferito enunciare obiettivi "fermi", come il rilancio del dossier ambientale. La nuova linea: anche se i negoziati per un accordo legale vincolante continueranno nel 2010, il G-2 lavorerà perché a Copenhagen si ottengano risultati operativi immediati. In particolare, sulla scia di quanto aveva proposto Rasmussen a Singapore, si dovrebbero annunciare cinque punti: assistenza finanziaria per i paesi in via di sviluppo, trasferimento di tecnologia, attenzione ai paesi più poveri che soffrono per i cambiamenti climatici, protezione delle foreste, trasparenza nell'attuazione delle misure.
Su economia, diritti, tutela delle proprietà intellettuali e commercio, i leader hanno lasciato un quadro di fondo invariato e hanno detto di voler applicare le direttive del G-20: «Non possiamo immaginare che le acque si aprano in due giorni di visita» ha detto Mike Froman, il numero uno economico del Consiglio per la sicurezza nazionale.
Sul disarmo nucleare, Bader ha ammesso che la Cina è più concentrata sulla Corea del Nord che sull'Iran. «Abbiamo detto ai cinesi che davanti a Teheran ci sono due vie, una soluzione negoziata o le sanzioni. E speriamo che, se si arriverà al secondo binario, la Cina sia con noi». Nella conferenza stampa i due leader non hanno risposto a domande. Hanno solo enunciato le rispettive posizioni. «Per dare maggiore solennità all'incontro» ha spiegato un funzionario al seguito. Per la prima volta in questo viaggio asiatico Obama ha menzionato il Tibet, auspicando che pur nel contesto dell'integrità territoriale cinese «di cui il Tibet fa parte» possa esserci un dialogo con il Dalai Lama per allentare le tensioni. «Ci auguriamo - ha detto Obama - che la tensione con Taiwan possa diminuire ancora». Poi la parte turistica, una visita di Barack Obama alla città proibita ieri pomeriggio e alla Muraglia cinese oggi, prima di partire per l'ultima tappa asiatica, la Corea del Sud. Quella Corea che proprio ieri ha annunciato l'ambizioso obiettivo di tagliare le emissioni di gas serra del 30% entro il 2020.
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IL DOCUMENTO FINALE



Il preambolo
Ecco i punti principali del documento firmato da Barack Obama e Hu Jintao, il cui preambolo afferma che la fiducia reciproca è essenziale per far entrare i due paesi in una nuova era nei loro rapporti
Ambiente e clima
Sull'ambiente si è deciso di investire 150 milioni di dollari per la creazione di un centro di ricerca che si dedicherà al risparmio e all'efficenza energetica. Avviata anche un'iniziativa sui veicoli elettrici
Istruzione e scienza
Firmato un accordo per la cooperazione nella scienza e nella tecnologia, per allargare il dialogo sull'esplorazione spaziale. Gli Stati Uniti invieranno inoltre 100mila studenti americani in Cina e agevoleranno i visti di ingresso per gli studenti cinesi
I dossier economici
Per le questioni economiche il G-20 resta il punto di riferimento per nuove regole e il coordinamento per eliminare gli squilibri globali
Taiwan
L'America conferma la politica di «una sola Cina». Hu apprezza. L'obiettivo è di allentare ulteriormente le tensioni con Taiwan

18/11/2009