NAPOLITANO: "ALL'EXPO UNA NUOVA CINA"

NAPOLITANO: "ALL'EXPO UNA NUOVA CINA"

Shanghai, 29 ott. – E' arrivato a Macao il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per l'ultima tappa della sua visita di stato in Cina. Nell'ex colonia portoghese, il Presidente della Repubblica incontrerà venerdì il governatore Fernando Chui, e visiterà la mostra dedicata a Matteo Ricci, il missionario gesuita che per primo favorì gli scambi tra Italia e Cina di cui quest'anno ricorre il quattrocentesimo anniversario della morte. "Marco Polo e Matteo Ricci, che i cinesi chiamano Li Madou, sono stati i primi ambasciatori d'Italia in Cina", ha avuto modo di dire Napolitano nel corso del suo viaggio. E prima di Macao, il presidente è atterrato a Shangahi dove ha fatto visita al Padiglione Italia dell'Expo di Shanghai nell'ambito della settimana di missione istituzionale in Cina. Nel suo tour nel Parco dell'Esposizione universale, il Presidente è stato accompagnato dal ministro degli esteri, Franco Frattini, dal commissario generale di Palazzo Chigi per l'Esposizione 2010, Beniamino Quinterni, e dai Presidenti della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e della Provincia di Milano, Guido Potestà.

E sempre all'Expo il Presidente ha indirizzato agli italiani che vivono e lavorano a Shanghai e che l'avevano atteso nel Padiglione un breve discorso nel quale ha affermato che grazie all'Esposizione  ha avuto modo di vedere una nuova Cina, nonché una nuova Italia nel rapporto con essa. Napolitano ha anche espresso la sua convinzione sul grande potenziale degli italiani all'estero in generale e in particolare in Cina, un Paese che il Capo dello Stato vede come un grande spazio aperto in cui c'è ancora molto da fare e, ricordando i contenuti del suo colloquio con il premier Wen Jiabao sul progetto di rafforzare le basi dell'economia cinese, il Presidente ha affermato che gli italiani potranno avere un ruolo importante in questo, a patto di riuscire a portare con sé le virtù tradizionali del Belpaese.

La visita istituzionale di Napolitano all'Expo ha costituito anche un simbolico anticipo del passaggio di consegne dall'Expo di Shanghai 2010 a quella di Milano 2015. Benché la cerimonia ufficiale sia prevista per domenica alla presenza del sindaco Moratti, del Presidente Formigoni e dei delegati dell'ufficio internazionale per le Esposizioni (BIE), il Capo dello Stato ha già espresso la sua opinione sulla linea da tenere nell'organizzazione della manifestazione, lanciando un sostanziale richiamo alla consapevolezza di sé. Napolitano ha raccomandato di puntare sul prestigio e sull'originalità che da sempre contraddistingue l'Italia nel mondo e ha invitato ad affrontare serenamente e senza complessi di inferiorità la realizzazione dell'evento. Tali osservazioni hanno trovato concorde il Presidente Formigoni che dal canto suo ha confermato che l'Expo milanese non può prefiggersi i risultati record di Shanghai (più di 70 milioni di visitatori), ma che, puntando ai 20 milioni di ingessi, raggiungerà alti livelli di partecipazione, divertimento e innovazione. Napolitano ha aggiunto a tal proposito che in questi giorni ha riscontrato una grande voglia di collaborare da parte dei cinesi perché l'evento di Milano ripeta il successo di quello di Shanghai ed ha spronato gli organizzatori a raccogliere questi preziosi contributi.

Nella stessa giornata di giovedì il Presidente Napolitano ha incontrato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio, presente anche sul territorio cinese. Il tema dell'incontro è stata la convivenza nelle città multiculturali e il capo dello Stato italiano ha sottolineato l'importanza di argomenti come integrazione e accoglienza in un periodo storico in cui le migrazioni sono ancora causa di conflitti. Contestualmente il Presidente Formigoni ha incontrato i vertici della Huawei Technologies, azienda leader nel mondo per il settore delle telecomunicazioni, che si è impegnata nelle assunzioni di cento ricercatori provenienti da università lombarde, come pure a istituire un nuovo centro di ricerca Huawei sul territorio di Milano.

 

di Melania Quattrociocchi

 

 

 

 

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