LO STILE ITALIANO CONQUISTA L'EXPO

LO STILE ITALIANO CONQUISTA L'EXPO
Shanghai, 18 giu. – Il Padiglione italiano continua a sfoderare assi: riflettori puntati sulla FIAT 500 in mostra all'interno della sala 'I-tech' e microfoni accesi per Elio Fiorucci, protagonista con Fabio Novembre (curatore della mostra 'Il filo rosso') della conferenza dal titolo "Testimonials of Creativity – Design and Fashion". Comincia nel 2008 la storia della FIAT 500 esposta all'interno del Padiglione italiano. "Made in Italy",l'auto-icona della casa automobilistica torinese volava in Cina per soddisfare la logica promozionale del Gruppo che, puntando a promuovere lo Stile 500 in tutto il mondo, ne aveva donato un esemplare all'artista svizzero Roger Pfund affinché la dipingesse all'interno della propria mostra al Today Art Museum di Pechino. "Fu così che la nostra 500 iniziò ad acquisire un DNA cinese" racconta Franco Amadei, Presidente di FIAT Cina a margine della visita al padiglione italiano avvenuta in mattinata. "Proprio in quei giorni – continua Amadei – si verificò il terribile terremoto nella provincia del Sichuan, e il DNA cinese venne a galla". "Secondo i progetti iniziali, la 500 avrebbe dovuto rientrare in Europa, per essere esposta a rotazione in diversi musei; tuttavia – ricorda Amadei – d'accordo con l'artista, decidemmo di organizzare una vendita all'asta e donare il ricavato". Ad accaparrarsi la 500, sborsando 400mila RMB (al cambio attuale circa 42mila euro), fu Madame Yao Yi. "Amo le pitture realizzate da Roger Pfund sull'auto e sono affezionata al marchio FIAT, la mia prima auto è stata una Croma" ha dichiarato la proprietaria della 500, anche lei in visita al padiglione. Pechinese, Madame Yao di professione è imprenditrice e il suo business spazia dal commercio, al settore alberghiero, alle attività di pubbliche relazioni. In chiusura della visita, Amadei ha affermato "che la triennale di Milano e il Padiglione italiano hanno fatto una scelta azzeccata nel scegliere di esporre questo esemplare di 500, perché si tratta di un fortuito caso di 'globalizzazione culturale', in cui un simbolo del nostro design ha fornito un contributo concreto al popolo cinese". E mentre Franco Amadei e Madame Yao passeggiavano all'interno del Padiglione, al terzo piano – nella cornice della settimana di eventi dedicati alla città di Milano apertasi ieri – si svolgevano lo show culinario a cura di Aimo e Nadia (lo chef Alessandro Negrelli) e la conferenza "Testimonials of Creativity – Design and Fashion". A Shanghai per qualche giorno, Elio Fiorucci ha presentato il nuovo marchio "Love Therapy" definendola "una marca rivoluzionaria che risponde alle esigenze del mercato cinese che si affaccia all'occidente e vuole conoscere le radici della moda e del design e che si dimostra divertente, dirompente, curioso e dinamico". Fiorucci visiterà la città e alcune gallerie d'arte alla ricerca di contatti e di nuove fonti d'ispirazione. "Shanghai potrebbe diventare la nuova New York e qui potrei realizzare di tutto, disegnare una casa o ideare scarpe" ha aggiunto, "come il marchio Fiorucci ha influenzato la cultura europea e quella americana, potrebbe cambiare anche quella cinese. Potrei avviare una rivoluzione in stile Fiorucci".

di Giulia Ziggiotti

 

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