LEADER RIUNITI PER TRACCIARE LE LINEE ECONOMICHE 2015

Pechino, 9 dic. - I leader del PCC si sono riuniti oggi per decidere le linee da tenere in economia, nella annuale Central Economic Work Conference, che stabilisce le linee di politica economica per i dodici mesi successivi. Al centro delle discussioni ci sarà il concetto di "nuova normalità" della crescita cinese, introdotto dal  presidente cinese Xi Jinping a maggio e ribadito durante il vertice Apec, che si è tenuto a Pechino il mese scorso, che dovrà tenere conto del possibile rallentamento della crescita al 7%, invece che al 7,5%, come negli ultimi tre anni.

L'obiettivo finale verrà annunciato, come di consueto, all'inizio dei lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo, a marzo prossimo, dal primo ministro, Li Keqiang. Oltre ai temi della crescita nazionale e delle linee di politica monetaria e fiscale, i leader discuteranno anche della linea da adottare nei confronti dei Paesi che si trovano sulla cintura economica della Via della Seta e della via della Seta marittima. Il mese scorso, la Cina aveva lanciato l'idea di un fondo per lo sviluppo delle infrastrutture per i Paesi dell'Asia centrale e per accelerare i processi di cooperazione finanziaria e industriale, al quale la Cina contribuirà con quaranta miliardi di dollari.

Già venerdì scorso, una riunione del Politburo del partito, aveva lasciato trapelare una linea di prudenza in economia, dopo il taglio dei tassi operato a novembre dalla banca centrale cinese, il primo in quasi due anni e mezzo. I membri dell'Ufficio Politico del partito si sono detti d'accordo per una crescita fondata più sulla qualità che sulla quantità, e per proseguire lungo la strada di approfondimento delle riforme economiche avviata dopo il terzo plenum del Comitato Centrale del PCC, nel novembre 2013. Il 2015, hanno sottolineato i leader in una nota al termine del meeting, sarà "un anno cruciale per le riforme"del Paese.

L'apertura dei lavori della Central Economic Work Conference coincide con uno scivolone in atteso sulle piazze cinesi, ai minimi da cinque anni, dopo cinque giorni di rialzi consecutivi. L'indice Composite della Borsa di Shanghai, in chiusura, oggi, ha perso il 5,43%, a 2856,27 punti. La Borsa di Shenzhen ha ceduto, invece, il 4,15%, a 10.116,49 punti. Le peggiori performance sono state quelle del settore bancario e assicurativo, che hanno perso complessivamente l'8,95% e il 9,47%. In forte ribasso anche il settore dell'energia, con Sinopec che ha perso l'8,24%, e PetroChina il 7,95%. Lo scivolone di Borsa arriva dopo che le voci di ieri sulla possibilità di adottare regole più severe per l'utilizzo di corporate bond ad alto rischio come collaterali per i finanziamenti a breve termine.

9 dicembre 2014

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