La salita dei tassi penalizza i titoli di India e Cina

L'immobiliare di "Cindia" in Borsa ha il fiatone.
Da inizio anno i primi dieci big cinesi del real estate, quotati a Hong Kong, hanno rallentato la corsa (che li ha portati a guadagnare il 133% dal 2009) segnando un aumento medio del l'1,5 per cento. Mentre i big indiani sono passati in territorio negativo. In particolare la numero uno del mattone (vale 11,7 miliardi di dollari) quotata a Mumbai, Dlf, che nel 2010 è arretrata del 12,8% (riducendo a +58% la perfomance registrata negli ultimi due anni).
In netto calo anche Unitech (numero due con un valore di borsa di 3,6 miliardi di dollari) che ha perso il 19%, pur mantendosi in forte attivo sulla performance a due anni (+109%).
Cosa sta succedendo? Secondo gli operatori, il mattone dell'area è in fase di surriscaldamento. E poi, ad accrescere lo scetticismo su un investimento finanziario in questo comparto e in questa area geografica sono le manovre restrittive in atto. A ottobre, per la prima volta dal 2007, la Banca centrale della Cina ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base per frenare il surriscaldamento dell'economia, in particolare nel settore immobiliare, e allentare così il pericolo di una crescita dell'inflazione. Mentre a inizio mese Duvvuri Subbaro, il presidente della Reserve Bank of India, ha alzato il tasso di riferimento al 6,25% e al 5,25% quello per i depositi delle banche presso la riserva centrale. E non sono escluse nuove manovre nei prossimi mesi.
E, si sa, le fasi rialziste sul fronte tassi non piacciono agli investitori azionari, ancor di più poi se si tratta di real estate, un settore che opera di default con un'alta leva finanziaria.
Sia dal lato offerta (aziende e fondi immobiliari, con aumenti dei tassi, sono costretti a pagare interessi più alti sui debiti), sia dal lato della domanda (i mutui costano di più).
Allo scenario sfavorevole sul fronte tassi, per ciò che poi riguarda nel dettaglio l'India, si aggiunge lo spettro di un'indagine relativa alla presunta truffa sul l'assegnazione delle frequenze per le rete di telecomunicazioni 2G. Indagine in cui sarebbero coinvolti anche alcuni dei 13 operatori indiani del real estate che compongono il realty index del listino di Mumbai.
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27/11/2010