LA GRAN BRETAGNA ESCE DALLA UE, CAMERON PRONTO A DIMETTERSI Cina: rispetto per responso,Ue stabile interesse di tutti Crollano piazze asiatiche su Brexit, sterlina ai minimi del 1985

Di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 24 giu. - La Cina rispetta il responso delle urne in Gran Bretagna e spera che Gran Bretagna e Unione Europa possano trovare un accordo perche' "avere un'Europa stabile e' nell'interesse di tutti". Lo ha dichiarato oggi la portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying. "Il Regno Unito ha scelto di lasciare - ha continuato - Ci vorra' tempo per dare seguito a questa decisione".

 

La vittoria del fronte del 'leave' nel referendum sull'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, non cambiera' i rapporti con L'Ue. "La Cina e' sempre stata a favore dell'integrazione europea - ha sottolineato - e siamo pieni di fiducia nello sviluppo delle relazioni tra Cina e Ue". Hua ha poi commentato la decisione di dimettersi da parte del primo ministro britannico, David Cameron, ribadendo che la Cina "rispetta il sentiero scelto" dalla Gran Bretagna e "la decisione di Cameron". 

 

Borse in profondo rosso, la sterlina ai minimi da 31 anni

 

Panico sui mercati mondiali dopo una notte trascorsa con il fiato sospeso nell'attesa dell'esito del combattuto referendum sulla Brexit. Piazza Affari in caduta libera, non riesce a fare prezzo, dopo circa un'ora dall'avvio scivola a -10,8%. Se inizialmente la perdita era stata 'contenuta' è perchè molti titoli del listino erano ancora bloccati. I bancari perdono oltre il 20%. In asta di volatilità i pochi in contrattazione, tra cui Buzzi (calo teorico -10,97%) e sempre cali teorici per Fca -14,29% e Telecom -14,8%.

 

Crollano le piazze asiatiche, Tokyo maglia nera, -7,92%

Crollano sulla Brexit le piazze asiatiche. Tokyo, maglia nera in Asia, ha perso il 7,92% in chiusura. Il ministro delle Finanze giapponese Taro Aso si è detto "molto preoccupato" per gli effetti sull'economia, sulla finanza e sui mercati dopo la vittoria del fronte del 'leave' in Gran Bretagna. L'indice Hang Seng di Hong Kong perde il 2,92%, mentre Seul cede il 3,09%. Singapore è poco sotto il 2%.

 

Shanghai ha segnato una delle migliori performance, chiudendo a -1,30%, a 2854,20 punti, mentre Shenzhen ha segnato un arretramento dell'1,05% al termine della seduta. Il contenimento delle perdite è stato aiutato da una massiccia iniezione di liquidità della banca centrale cinese. La People's Bank of China ha immesso nel sistema finanziario 170 miliardi di yuan (25,85 miliardi di dollari) con i pronti contro termine a sette giorni al 2,25% di rendimento. Nei 170 miliardi immessi dalla Pboc, 40 miliardi provengono dai rendimenti giunti a scadenza nella giornata di ieri.

 

La seduta di oggi è stata caratterizzata dal crollo della sterlina mentre si delineava con sempre maggiore chiarezza la vittoria del fronte del 'leave' su quello del 'remain'. La valuta britannica è scesa ai livelli più bassi dal 1985, in mattinata, in Asia. Forti perdite anche per l'Euro, che cede il 3,2%, sui timori degli investitori per il futuro della moneta comunitaria. Tra i più colpiti dal verdetto delle urne britanniche ci sono i titoli bancari: Hsbc ha registrato perdite  per il 6,59%, ai minimi dal 2009, dopo avere raggiunto un dato di perdita dell'11%, mentre Standard Chartered, nel corso della seduta, ha segnato perdite fino al 13%, le più ampie dal 2012. In forte rialzo l'oro, bene rifugio per eccellenza, che è schizzato per oltre il 7%, mentre il petrolio è scivolato del 6%, con il Brent e il Wti al di sotto dei cinquanta dollari al barile

Dopo le chiusure al ribasso di quelle asiatiche, apertura drammatica per le borse di tutta Europa. In caduta libera anche i futures sull'indice Ftse della Borsa di Londra che perdono oltre il 7% in scia alla caduta di Tokyo che ha perso il 7,92%, per il mercato nipponico si e' trattato della peggiore giornata del marzo 2011, il crollo causato dall'incidente alla centrale nucleare di Fukushima dopo il devastante terremoto. Francoforte e Parigi aprono in profondo rosso, rispettivamente -6,7%  e -8,2%. Londra arrestra del 6,6% e Madrid perde intorno al 12%. Le Borse di Londra e Francoforte mantengono comunque la rotta e proseguono con la programmata fusione, malgrado la Brexit. Lo rendono noto i due listini, che prendono atto del voto per il 'Leave' al referendum in Gran Bretagna. Tutte le borse asiatiche hanno chiuso in netto calo: Hong Kong giu' del 2,9% e Shanghai del' 1,33%.

 

Tempesta anche sui titoli di Stato: lo spread, la differenza di rendimento, tra Btp e Bund tedeschi si è ampliato fino a 185 punti base dalla chiusura a quota 130 punti della vigilia con il decennale italiano che rende l'1,7%, mentre il tasso del bund è piombato al minimo record di -0,17% per poi risalire a -0,15%.

 

A soffrire sono soprattutto le valute con la sterlina che dopo un avvio iniziale trionfante sulla scia dei sondaggi è crollata nella notte man mano e affonda di oltre il 10% a quota 1,3305 dollari, il minimo da 31 anni. Il rendimento del gilt, il decennale britannico, scende al minimo record dell'1,014%, per l'effetto Brexit. Gli investitori si rifugiano nei titoli del debito pubblico, considerati beni rifugio.

 

Debole anche l'euro che apre in calo sotto quota 1,10 dollari, la moneta europea passa di mano a 1,0996 dollari e 111,98 yen. Dollaro/yen a giu' a 101,74 dolari, dopo essere sceso sotto quota 100. La sterlina e' a 1,3408 dollari, dopo un minimo dal 1985 i oltre il 10% di 1,3229 dollari. L'effetto Brexit fa lievitare i beni rifugio. Il franco svizzero avanza a 1,0708 sull'euro, dall'1,0624 di questa notte.

 

Immediato anche l'effetto sulle materie prime: mentre il petrolio è in calo e cede oltre il 6% a 47 dollari per il barile Wti e il Brent perde poco meno (il 5,95%) a 47,88 dollari, corre l'oro, considerato il bene rifugio per eccellenza. Le quotazioni del metallo giallo, forti da giorni, salgono del 7,8% ai massimi dal 2008


La Boe, la Banca d'Inghilterra annuncia che prendera' tutte le misure necessarie" per assicurare la stabilita' finanziaria, dopo la vittoria dei 'Leave'. La Boe precisa che ha gia' predisposto a delle soluzioni di emergenza e che lavorera' in stretto conto con il Tesori britannico e con le altre banche centrali internazionali.

 

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LA GRAN BRETAGNA ESCE DALLA UE, CAMERON PRONTO A DIMETTERSI
Vince il 'leave' con il 51,89%. L'affluenza è stata del 72,2%. Scozia e Nordirlanda votano in massa per 'remain', a rischio il Regno Unito

 

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