La Cina traina Seoul ma attenti alle bolle

Corre la Corea del Sud. Une delle cosiddette Tigri del Sud Est asiatico è tornata a crescere negli ultimi anni, anche grazie al traino dei cosiddetti Brics. Gli stretti legami commerciali avviati con la Cina sono infatti alla base di una rialzo del Pil che nel 2010, secondo i dati dell'Fmi, si attesterà al 4,5% e al 5% nel 2011. Il rilancio dell'economia di Seoul passa anche per un approccio più attento e oculato degli investimenti domestici: i coreani si stanno rivelando una popolazione sempre più capace di risparmiare: il National Pension Service (NPS) coreano è passato dagli 85 miliardi di dollari di asset del 2003 a 238 miliardi del 2009, con un tasso di crescita aggregato annuo pari al 19% CAGR. A confortare gli investitori è anche il quadro inflattivo (l'indice è al 2,5%), che negli ultimi tempi ha beneficiato di una politica che monetaria restrittiva.
«La Corea del Sud - segnala Laura Tardino, strategist di Bnp Paribas Investment Partners - mostra un'ottima esposizione ai paesi Bric, buoni fondamentali sostenuti soprattutto dalle esportazioni a loro volta favorite anche dall'ultimo accordo commerciale con la Ue e ottime valutazioni azionarie, con price earning nel 2011 pari 8 volte contro il 9.8x della media del gruppo dei paesi emergenti».
Tutto bene, dunque? Non proprio. Perchè sullo sfondo rimangono i rischi collaterali connessi a un piano di stimolo fiscale e di taglio delle tasse avviati dal governo. Non sono da escludere, pertanto, anche possibili rischi di bolle speculative nel medio-lungo termine. La cautela insomma, anche in questo caso, non va mai dimenticata.
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AUMENTA IL RISPARMIO

- La crescita della Cina è garanzia di continuità del rafforzamento economico di Seoul - Risparmio privato in forte espansione




- Per gli analisti Incombe il rischio di possibili bolle speculative nel medio-lungo termine

25/09/2010